“This But More” assorbe la libertà creativa della scena canadese di cui Priori è uno dei protagonisti, emergendo come un crocevia eterogeneo di suggestioni. Pubblicato su NAFF, la sua etichetta, il disco è il frutto di un approccio collaborativo senza precedenti per Latreille: violino, chitarra, field recordings, e la presenza di James K, Ben Bondy e Adam Feingold. A corredare il tutto, un booklet di racconti brevi firmato Devon Hansen, che aggiunge profondità narrativa a un mondo multidisciplinare.
“Learn To Fly”, in featuring con Sabola, richiama le atmosfere nebbiose dei The Orb su un tappeto di dub techno, mentre “Wake” con James K, primo brano vocale di Priori, è metà electro e metà jungle, con sintetizzatori sonnolenti e una voce che galleggia sopra. Se i lavori precedenti di Priori si distinguevano per una varietà di soluzioni emotive e concettuali, qui l’attenzione si concentra su un sentimentalismo zuccherino: tessiture sonore avvolgenti e ritmi disallineati, strutture Idm che si fondono con melodie in bilico tra rilassamento e languore. “Moonstone” con Ben Bondy sorprende con uno shoegaze pop la cui bassline sembra un abbraccio caldo.
Brani come “Ruins” e “Thick Air” riescono a evocare quella sospensione onirica che, pur con un’interpretazione personale, richiama il mondo nebbioso di Gas. Questi momenti sorreggono un’opera studiata nei dettagli, che oscilla tra jungle, trance e ambient senza mai cedere a nostalgie anacronistiche: per Priori, è il futuro a essere il fulcro di ogni cosa. Il disco però si muove con il ritmo di un film senza trama, tutto sottotesto, invitando l’ascoltatore a proiettarvi i propri sentimenti. Un’ambizione che non sempre trova la forma giusta, scivolando verso derive melodrammatiche che ne appesantiscono il passo.
09/01/2025