A ritmo regolare da più di vent’anni William Basinski pubblica scampoli di un passato remoto. Di una vita passata a sperimentare nuove forme d’esistenza, lontano dai riflettori. La frase di pianoforte che nutre la sua ultima composizione, “September 23rd”, ci informa l’autore, è stata concepita al tempo delle superiori e registrata qualche anno più tardi, nel 1982.
“Le registrazioni originali del pianoforte sono state effettuate su un pianoforte appartenente al mio vicino di casa John Epperson – in seguito diventato un artista drag di fama mondiale, Lypsinka – al 351 di Jay Street, spazio conosciuto come Casa Degli Artisti [sic], il nostro primo loft a New York. È stato inciso con un piccolo registratore portatile (probabilmente un Radio Shack) appoggiato sul pianoforte mentre io improvvisavo un pezzo su cui stavo lavorando dai tempi del liceo. All’inizio era piuttosto terribile, ma dopo averlo sezionato con la tecnica di cut-up di John Giorno/William Burroughs, all’improvviso […] ho ottenuto dei risultati”.
La forma d’onda del brano mostra chiaramente l’alternanza tra le due componenti del drone: la languida frase di pianoforte e il suono del feedback della linea di ritardo, che genera un suono simile a quello di un treno in lontananza. Le due parti del lungo drone si ripetono rispettivamente sei e cinque volte, alternandosi sempre. Il pianforte apre e chiude la sequenza. La semplice struttura del brano (ABABABABABA) mostra tutta la forza della musica di Basinski, un vero maestro nel saper riempire gli spazi con suoni e silenzi, lasciando ai riverberi il tempo di armonizzarsi con l’ambiente. Il pianoforte ripete sempre lo stesso pattern, scivolando lentamente nel banco di rumore che, tutt’altro che immobile, varia per intensità, forma e durata.
Da ascoltare tutta la notte in modalità “infinite repeat”.
02/10/2024
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