AIDAN BAKER - And You Still Fall In

2025 (Gizeh)
folk, minimal, noise, psichedelia
6.5

Il canadese Aidan Baker, già attivo in progetti come Nadja, Hypnodrone Ensemble e Noplace Trio (oltre che autore in solo e poeta), ha firmato un numero impressionante di dischi, coprendo un’altrettanto vasta moltitudine di stili e generi. Dal drone-noise all’ambient, dall’industrial metal al songwriting (come in “Already Drowning” del 2013) Baker è tornato con “& You Still Fall In” a scrivere inedite variazioni della forma canzone affidandosi principalmente alla chitarra elettrica, vero e unico denominatore comune del suo irrefrenabile eclettismo.

Pur presentando alcuni elementi tipici del suo background più noise, “& You Still Fall In” è – fin dalle prime note – raccolto e minimale: la title track, posta in apertura dell’album, è una canzone folk stralunata e pacata, bagnata nelle acque cosmiche di effetti echo e delay multipli. La voce è poco più che un sussurro, le melodie  impersonali e indefinite, quasi non fossero più canzoni ma vaghe immagini residue delle stesse.

Baker qui è un nomade, che attraversa con un sorriso appena accennato le terre del post-rock, del neo-folk e dei suoni altri, portando via da ognuna di queste regioni sassi e foglie con cui accendere un fuoco nell’intimità della sua dimora.

I lontani echi beatlesiani di “Still Cold From The Rain” (quelli strani e misteriosi del “White Album”), il timbro slabbrato della chitarra di “You Ate My Heart (With A Smile)” e il cantato – sempre su quest’ultima traccia – che riporta addirittura a Syd Barrett sono infinite mutazioni del passato dell’autore. Si pensi alle atmosfere psych di “The Sea Swells A Bit” che, pur in un contesto decisamente più ambientale, reiterava elementi post-rock e psichedelici.

Le tracce di “& You Still Fall In” non sono canzoni, dunque; piuttosto, poemetti sbilenchi e imperfetti di un’anima in penombra. Alla chitarra e alla voce, Baker si presenta con uno stile amatoriale che può lasciare interdetti, forse obbediente a una visione artistica ed estetica meditata e consapevole. Ciononostante, l’urgenza poetica non dovrebbe sacrificare l’efficacia della scrittura musicale e – purtroppo – questo è ciò che talvolta succede in alcune delle tracce del disco.

Le due parti complementari dell’ipnotica “Thin Film Interface” concludono un album che rifugge del tutto la finitura laccata di ben altre produzioni (anche rimanendo entro i confini di un circuito più alternativo) optando per un approccio più sensoriale e crepuscolare.

19/10/2025

Tracklist

  1. 1. & You Still Fall In
  2. 2. Drowning Not Waving
  3. 3. You Say You Can See Inside Me
  4. 4. When the Waves They Parted
  5. 5. Still Cold From The Rain
  6. 6. You Ate My Heart (With A Smile)
  7. 7. Thin Film Interface
  8. 8. Thin Film Interface (Cont.)

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