Dopo aver riproposto i tre album incisi per la Marina Records e dopo aver restituito al pubblico il brillante esordio “Unusual Place To Die”, la band scozzese dei Bathers completa la restaurazione del catalogo con la pubblicazione di “Pandemonia”, ultimo album del gruppo di Chris Thompson prima del ritorno in scena avvenuto oltre vent’anni dopo con l’ottimo “Sirenesque”.
Pubblicata per la prima volta in vinile, la nuova versione di “Pandemonia” è ancora una volta una vera e propria restaurazione dell’originale, con molto materiale aggiunto alle registrazioni originali, alcune già note nella versione director’s cut del 2016. Nulla che modifichi le sonorità tipiche della band, che alterna ballate acustiche dal tono delicato e soffuso (“Trocadero Girls”) a odi romantiche dall’incedere jazz-noir, con tanto di tromba a cornice di romanticismo struggente (“The Belle Sisters”).
Il baroque-pop dei Bathers è raffinato e lussuoso (“Last Night I Loved You”), delicato e rarefatto (“Dreamless”), malinconico (“Sundown & Longing”), struggente (“Tequila Mockingbird”), introverso (“Yellow Crombie”) e perennemente intriso di quel decadentismo mitteleuropeo (“Something Precious”) che relegò la band a quello status di culto che ha convinto Chris Thompson a un fortunato ritorno in scena.
La nuova edizione di “Pandemonia” modifica ulteriormente la sequenza. Alcune tracce sono rielaborate e ridotte (“The Belle Sisters”) o dilatate (“The Phantom Sonata”) e non mancano inserimenti di voci e strumenti che non erano presenti nell’originale. La title track è divisa in tre parti, con modifiche strutturali che allungano di ben due minuti il brano, che funge da introduzione a un'ultima traccia finora inedita, “Perhaps Even Easy", una languida ballata per piano, chitarra e voce, ben inserita nel contesto di un album che conferma la notevole caratura della band scozzese, anche se lascia l’amaro in bocca a chi sperava in una riedizione dell’album originale.
31/03/2026