La microtonalità non è una faccenda semplice, e lo è ancor meno se intrecciata al noise. Ilia Belorukov e Lauri Hyvärinen si conoscono dal 2012 e collaborano da oltre un decennio, ma si erano persi di vista: il disco nasce da un incontro nel 2023 a Novi Sad, dove Belorukov si è trasferito dopo aver lasciato la Russia. Vale la pena ricordare la buona riuscita di “Scattered Underfoot” di Belorukov, lavoro noise-elettroacustico di proverbiale intensità, così come “Koodi” di Hyvärinen con Juha Rautio, che esplora territori stimolanti nell’improvvisazione radicale.
Purtroppo, non si può dire lo stesso di “Fix It If It Ain’t Broken”, frutto del dialogo tra il synth modulare di Belorukov e la chitarra elettrica di Hyvärinen, qui latitante in un territorio di microstorture tonali e drone logorante. I cinque episodi si somigliano e declinano tutti lo stesso principio: microvariazioni intonative, suoni estesi, atonalità disorientanti. Una formula spigolosa e monocorde che, alla lunga, fatica a mantenere viva la tensione sperimentale che i due sanno costruire altrove.
30/07/2025