Il 2025 ci ha restituito uno Scott Morgan in splendida forma, finalmente di nuovo autore di un album consono ai suoi standard. In “Lake Fire” l’elettronica targata Loscil ritrovava slancio e dinamismo prendendo spunto da un viaggio tra le montagne della British Columbia segnate dagli incendi boschivi. Tramutato in performance audiovisiva portata sul palco in Europa e Canada, il disco e i materiali del live diventano punto di partenza per una nuova pubblicazione foto/musicale dal titolo emblematico.
Fulcro del lavoro è infatti l’immagine di ciò che resta, fotografie rigorosamente in bianco e nero degli alberi investiti dal fuoco, del carbone residuo, di un paesaggio divenuto spettrale, combinato a geometrie pure e colori caldi. Per commentarle il musicista canadese sceglie la via della rarefazione spinta, sotto forma di nebulose sintetiche in libera espansione. Il verbo è puro ambient, spogliato da ogni intersezione pulsante, incline a costruire movenze armoniche in lento divenire. Un suono saturo ,che predilige il drone rinunciando quasi totalmente all’attitudine dub, pur ritrovando a tratti frequenze basse di chiara matrice Loscil (“Carbon”, “Ember”).
Sono il tono dolente e l’attitudine meditabonda del predecessore a essere perpetrati, con tracce quali “Crown” e “Cholla” a divenire riduzione essenziale delle atmosfere nervose di “Spark” e “Flutter”. Una tendenza al monocromatico che riecheggia la componente visuale della zine, un depotenziamento solo parziale e apparente della maestosità del suono di Scott Morgan.
07/01/2026