UULLIATA DIGIR - Uulliata Digir

2025 (Autoprodotto)
dark-jazz, death-metal, prog-metal

Uulliata Digir è il nome di una band death-metal nata nel 2019 nella città di Poznań, in Polonia. Il gruppo è composto da sei membri: a chitarra-basso-batteria si aggiungono sintetizzatori, tromba e due voci. La loro musica combina ritualistico e bestiale, usando a questo scopo un intreccio di metal progressivo con prestiti dark-jazz e math-core installati su uno scheletro death-metal. Questo esordio omonimo è un album esoterico, ostico e imprevedibile, ricco di atmosfera e contaminazioni.

Il disco contiene soprattutto due brani colossali. “Myrthys” si estende per 15 minuti e mezzo, evolvendo dai clangori metallici dell’introduzione, attraverso sferragliate di chitarra e trombe tragiche, in un post-metal della tensione, avvelenato da un growl minaccioso. È un rituale oscuro, dove interviene una voce da sacerdotessa per un amplesso blasfemo. La materia sonora rimane instabile, dissonante e mutante, con vertici di caos ma anche lunghe distensioni che uniscono clangori lugubri a trombe Hassell-iane. Prima del dodicesimo minuto inizia, di fatto, un nuovo brano, che conclude il discorso iniziato dal precedente: il rituale ricomincia, tra ripetizioni ossessive e urla laceranti, prima di esplodere in un death-metal più dritto, ghermito da bave di rumore e incorniciato da trombe distanti, e sfumare in un silenzio tensivo.

“Eldrvari”, della durata di 15 minuti, ha un inizio molto più astratto, vicino al rumorismo elettroacustico, poi si scopre uno sludge-metal invasato; le due anime vengono riunite in una pasta sperimentale, che unisce ancestrale e digitale, stralci fusion e assalti death-metal. A metà rimane solo la voce di Julita Dąbrowska, attorniata da riflessi cosmici: è una preghiera solitaria che anticipa un più brutale assalto death-metal. È sempre la cantante a segnare la svolta finale, quando canta disperata mentre Michał Sosnowski bofonchia invasato, portando a un decrescendo finale tra glitch galattici.

Ai colossi appena descritti si affiancano due brevi interludi e “Omni Dirga”, un canto di guerra declamato con intensità tragica, mentre impazza un vorticoso death-metal dissonante, con interventi vocali da possessione demoniaca ed eterei vocalizzi fiabeschi. Il finale connette free-jazz, djent e death-metal in un climax da infarto.

Se le due voci spiccano nel sestetto, per il contributo eterogeneo e caratterizzante, è rilevante anche il ruolo del basso di Bartłomiej Kerber, nonché il triplice approccio ritmico di Krzysztof Kulis, diviso tra asimmetrie jazz, bombardamenti death-metal e labirintiche soluzioni math. Gli ottoni di Bartłomiej Kerber possono ricordare le avventurose composizioni dei Neptunian Maximalism ma anche certi Imperial Triumphant, con un taglio più mistico e malinconico. Le chitarre sono praticamente gli unici elementi che praticano una più leggibile sintesi di estremismi rock e metal. “Uulliata Digir” funziona però nel suo insieme, come ciclopica sintesi tra inferi e cielo, ancestrale e ipertecnologico. Tanto efficace da poter ambire, nell’ambito del metal estremo più eterodosso, a diventare un album di culto.

25/02/2025

Tracklist

  1. 1. Myrthys
  2. 2. Asea
  3. 3. Omni Dirga
  4. 4. Atti
  5. 5. Eldrvari

UULLIATA DIGIR sul web