Sono passati quattro anni da “Phant[as]” e Camilla Pisani torna con “Konstellationen”, Lp decisamente differente dal suo recente passato. Se in precedenza la musicista romana aveva esplorato aspetti diversi del suono, stavolta l’elemento centrale è certamente il ritmo, presente costantemente come un battito ossessivo nei cinquantanove minuti di “Konstellationen”. Ma il battito compulsivo di Pisani non è certamente quello che accompagna lo stordimento da discoteca: è piuttosto una riflessione sul ritmo che, come ci dice l’autrice, “è il principio fondamentale che lega musica, astronomia e percezione umana, trasformando forme di espressione disparate in un linguaggio creativo unitario”.
I battiti rendono la musica elettronica di brani come “A Sob Against Sadness” o “The Abstinence Of Thinking (About Me)” allo stesso tempo fisica e contemplativa, contemporaneamente oscura e luminosa, come uno sguardo al cielo notturno illuminato da migliaia di stelle (da qui il titolo). Nonostante si possa dire che “Konstellationen” nasca guardando le stelle, lo fa in modo molto diverso dai pionieri della musica cosmica tedesca. Se questi ultimi costruivano paesaggi sonori cosmici da abitare, Pisani guarda al ritmo e alla pulsazione come elementi primordiali di comunicazione tra gli esseri umani.
I titoli dei brani possono dare un’idea del percorso delle riflessioni di Pisani, che sembra voler passare da una materia sonora immaginata per essere ascoltata in solitudine (tutta la sua precedente discografia) a una musica pensata come esperienza di riflessione collettiva. Una musica che immagina paesaggi cosmici infiniti (“Infinite Like Moonscapes”) e un desiderio di aprirsi al mondo (“The Abstinence Of Thinking (About Me)”, “Some Days You Become An Island”), attraverso ritmi frenetici, bassi profondi, beat insistenti e pulsazioni techno. In sintesi, un tentativo di comunicare all’esterno del proprio muro anche grazie al movimento corporeo imposto dalla musica, fondamentale punto in comune di ogni civiltà e cultura.
12/09/2026