JIM MORAY - Gallants

2026 (Managed Decline)
folk, songwriter

Con la pubblicazione di “Beflean: An Alternative History 2002-2023”, Jim Moray aveva idealmente chiuso il cerchio di una carriera ventennale rileggendo in chiave acustica il proprio repertorio. Quel progetto sembrava il bilancio definitivo di un percorso iniziato con lo sfolgorante esordio di “Sweet England” e proseguito nel tempo con una produzione discontinua nei ritmi, ma costellata di perle di assoluto valore.
Oggi l’attesa per il suo ritorno è finita. Il nuovo album “Gallants” colma un silenzio creativo durato ben sette anni – un’assenza prolungata persino per i canoni di un autore da sempre poco prolifico. Con questo nuovo lavoro, il polistrumentista britannico segna un netto ritorno alle strutture classiche del folk-rock. Le nuove composizioni si muovono dichiaratamente nel solco tracciato da formazioni storiche come i Fairport Convention e da maestri del cantautorato moderno come Martyn Joseph, riconnettendo Moray con le radici più profonde del genere.

“Gallants” è un disco maturo e insolitamente audace, in cui tradizione e innovazione convivono con impressionante naturalezza. Composto da un solo inedito e otto brani d’archivio, il progetto si sviluppa lungo variabili inaspettate. Alla nota ballata marinaresca “Nightingale” – impreziosita da un raffinato assolo di flauto e da una dolcezza inusuale – Jim Moray alterna la surreale e meno nota “When I Was A Little Boy”, reinventata attraverso una sezione fiati jazz e una sezione ritmica incalzante. Con pari ardore, l’artista affronta infine il classico “Spencer The Rover”, trasformandolo in una giostra chamber-folk dalle infinite sfumature.
Che quanto finora descritto rientri nei canoni di un certo folk rock d’autore è comunque palese, ma “Gallants” è un disco che si fa beffa della dicotomia tra tradizione e innovazione: i quasi otto minuti di “Omie Wise” sono in tal senso esemplari. La protagonista (Omie Wise) è una giovane donna della Carolina del Nord vittima di un efferato omicidio, una storia degli inizi del diciannovesimo secolo che nelle mani del musicista diventa un’epica e struggente ballata dal pregevole arrangiamento d’archi e ricca di pathos. 
Moray sceglie tuttavia di riscriverne il finale, trasformando la cronaca d’epoca in un’amara riflessione contemporanea: la violenza di genere, oggi come allora, continua a mietere vittime. Il dramma di Omie diventa così il simbolo di una piaga mai sanata, denunciata nei versi conclusivi: “Ora migliaia di altre come lei soffrono ancora allo stesso modo, con volti e nomi diversi le cui vite sono state finite quando erano appena iniziate, uccise dalla rabbia e dalla violenza degli uomini“.

“Gallants” è un disco che consolida la crescita di un artista che, dai primi esaltanti esordi lo-fi, ha poi sviluppato una sempre più colta musicalità, passando dall’uso di strumenti tradizionali a contaminazioni con la musica rock ed elettronica con un approccio creativo coerente. Ha raggiunto così una cifra espressiva personale in cui protagoniste sono le canzoni e le storie che raccontano, nel pieno rispetto del termine folk, e allo stesso tempo moderne e attuali: l’unico brano scritto da Moray, “Three Gallants”, è una ballata che sembra appartenere a un’altra epoca.

Quello di Jim Moray è un album immersivo, forse di nicchia per chi non mastica queste sonorità, ma di un’eleganza rara. Brani come “Train On The Island” incantano per una narrazione sonora che stratifica piano, mellotron, dulcimer e chitarre, mentre “American Stranger” stupisce con un graffio chitarristico che elettrizza un’atmosfera da madrigale noir. Il culmine emotivo coincide con il finale: la scelta di interpretare “Fortune Turns The Wheel” della cantautrice folk transgender Louisa Jo Killen, supportato da Maddie Morris e dal Trans Choir.
Con questo gesto, Moray si radica profondamente nella tradizione folk pur rivendicando una stimolante eterodossia intellettuale, dimostrando che la vera essenza di questo genere sta proprio nella sua capacità di accogliere e deviare dalle regole.

15/07/2026

Tracklist

  1. 1. Flora (The Lily Of The West)
  2. 2. When I Was A Little Boy
  3. 3. The Nightingale
  4. 4. Omie Wise
  5. 5. Three Gallants
  6. 6. Spencer The Rover
  7. 7. American Stranger
  8. 8. Train On The Island
  9. 9. Fortune Turns The Wheel

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