Kelela Mizanekristos ha costruito una discografia che è insieme mappa e territorio: da quel “Cut 4 Me” (2013) che la lanciò dalle ceneri del collettivo Fade To Mind, passando per l’Ep “Hallucinogen” (2015) prodotto da Arca, fino al debutto ufficiale “Take Me Apart” (2017) e al sontuoso “Raven” (2023), ha ridefinito i confini dell’R&B alternativo con una coerenza che pochi sanno eguagliare. Nel frattempo, il suo nome è rimbalzato tra collaborazioni illustri (Danny Brown, Solange, i Gorillaz) e persino una parentesi acustica al Blue Note di New York, immortalata in In The Blue Light (2025), che ne ha rivelato l’ossatura jazz e l’amore per il folk e la canzone d’autrice.
Con “New Avatar”, la cantautrice compie un azzardo che all’ascolto si rivela una scelta follemente giusta. Le coordinate elettroniche che l’hanno resa celebre (future garage, UK bass, drum’n’bass, 2-step) vengono ora attraversate da chitarre distorte, riverberi sognanti e da un’energia che profuma di shoegaze e reimmagina un nu metal alla Deftones prodotto dalla Warp. La stessa Kelela ha definito l’album come un tentativo di esplorare un “paesaggio che non viene tipicamente affrontato con voci R&B”, e la riuscita è sorprendente.
L’apertura con “Idea 1” è un manifesto. Synth astrali e chitarre che graffiano. È un inizio che promette caos, ma il disco sceglie invece una strada più sottile e con “Point Blank” trasforma la frustrazione in un groove bouncy.
I momenti più sorprendenti arrivano quando il lavoro si lascia andare alle sue deviazioni più radicali. “Linknb” colpisce per la sua mistura di riff nu metal e quella batteria sincopata di chiari rimandi hip-hop e funk. “Don’t Piss Me Off” è un inno minimalista mentre “New Life Forms” con Fousheé è un duetto ipnotico che ci trascina dentro “The Bridge” con PinkPantheress, forse il momento più divisivo: la produzione si piega su un future garage che suona quasi troppo dolce per l’atmosfera del disco. Ma è anche il momento in cui Kelela dimostra di saper giocare con le regole del pop senza tradire la sua visione.
La musica di Kelela esiste in uno spazio liminale dove il club e la camera da letto si incontrano, dove l’R&B diventa un contenitore per tutte le influenze che la diaspora afroamericana ha seminato nella musica contemporanea. Come lei stessa ha detto, “l’R&B è probabilmente il genere più espansivo del mondo” e “New Avatar” è la prova che le chitarre, le distorsioni e lo shoegaze ne fanno parte a pieno titolo. Questo è un disco che dimostra quanto l’R&B possa essere rock e quanta forza possa avere quando si lascia contaminare. Quanto sia potente scegliere di non scegliere.
15/07/2026