Ghost Bees, Tasseomancy, Lightman Sisters: le sorelle Romy e Sari Lightman si sono spesso reinventate, pur restando fedeli a un folk sperimentale in bilico tra miraggi e tenebre. Negli ultimi tempi, le due cantautrici hanno collaborato con artiste come Austra e Jennifer Castle, ed è giunto il momento per una nuova mutazione artistica che coincide con la prima prova solista di Sari Lightman.
Alle avventurose sonorità delle precedenti esperienze subentra ora una vena folk dai tratti primitivi, che vede l’autrice pescare in quelle auliche, semplici ed efficaci strutture che hanno ispirato Joni Mitchell, Bridget St John o le coeve Adrianne Lenker e Laura Marling.
Dietro il debutto da solista di Sari Lightman, c’è un lungo percorso artistico che ha visto la cantautrice canadese rielaborare la musica folk con tonalità eteree e sperimentali, intercettando la sensibilità austera di Josephine Foster e i languori psichedelici di Marissa Nadler.
“The Way I Saw You” è un’opera affascinante, quasi diafana nel suo fragile incedere: una raccolta di canzoni delicate come un fiore, intime e poetiche ma raramente indolenti, piacevolmente contemplative al pari di un disco ambient-country. La Lightman si destreggia abilmente tra le ovvie citazioni senza mai cadere nella trappola della nostalgia: i brani sono tanto personali quanto originali, intensi e finemente colti, privi degli stereotipi di molte opere cantautorali contemporanee.
Nella loro fluida e trasognata leggerezza e grazia c’è spazio e tempo per una serie di dialoghi ideali con personaggi femminili di elevato spessore culturale e sociale.
La natura discorsiva dei testi è suggellata da armonie e melodie che si dispiegano in forme non canoniche e fluenti, libere da quei cliché più affini al pop che alla musica tradizionale; accade però che in “Rose Is In Greece” l’autrice abbracci un tono cantilenante che per un attimo allenta il mood poetico del disco, come una promessa lasciata lì a futura memoria per i più impavidi.
In questo susseguirsi di ritratti fugaci ma ricchi di vitalità, Sari Lightman tratteggia melodie intrise di un romanticismo essenziale (la title track) e apre le porte a inaspettate influenze jazz-blues (“Etty”), in un processo di rarefazione che diventa evanescente e spirituale nell’austera “Give It All Up” e nell’altrettanto flebile ambient-folk di “Soon Came The Evening”.
Misticismo e filosofia restano al centro dei testi, che omaggiano figure poco note alla massa (l’intellettuale ebrea Etty Hillesum morta ad Auschwitz, la suora cantante Soeur Sourire – in Italia nota come Suor Sorriso –, la scrittrice Eve Babitz, ma anche la cantautrice Anne Briggs), con brani dai tratti aulici e tormentati (“Day Of The Just Cause”), frasi sussurrate con eterea dolcezza (“Girl Bitten By A Lizard”) e un inatteso folk dai tratti aspri e torridi (“The Prize”).
Un’ultima annotazione per i vari artisti presenti: Meg Duffy (Hand Habits, Perfume Genius) alla produzione; Philip Weinrobe (Adrianne Lenker, Florist) al missaggio; Pat Kelly (Perfume Genius, St. Vincent) al basso; Aaron Otheim (Mega Bog) alle tastiere; Jesse Quebbeman-Turley (Buck Meek, Cherry Glazerr) alle percussioni e Evan Cartwright ( U.S. Girls) alla batteria.
14/08/2026