SPACEMOTH - Inward Eye

2026 (Greenway Records)
dream-pop, psychedelic
7.5

Avventure cosmiche in lo-fi per la seconda uscita degli Spacemoth, il progetto retro-future della talentuosa producer californiana Maryam Qudus. Anticipato da uno chicchissimo live su KEXP (radio che meriterebbe un cavalierato per le sue scelte editoriali e stilistiche), questo “Inward Eye” è una moon-lamp di dream-pop psichedelico, una divagazione in un mondo indie-chic da technicolor desaturato. Il robotismo dei Devo incontra l’avant-nostalgia degli Stereolab, e produce dieci videomessaggi impressi su Vhs e spediti in orbita. Uno stile eclettico e ricchissimo, che sfrutta sapientemente le capacità evocative del comparto elettronico: ora impegnato a creare tappeti pulsanti e dilatati, ora imbizzarrito in battimenti e loop ipertrofici, accompagna la voce caleidoscopica della Qudus attraverso ambienti vivaci e malinconici, dove nostalgia e meraviglia si mischiano e piegano lo spazio-tempo.

“Do We Exist?” è il singolo di lancio e il manifesto dell’intero progetto: una ritmica dritta, basso e batteria secchissima, da new wave d’antan, immersa in un florilegio di sintetizzatori vintage e armonie astrali, scosse qui e là da schitarrate acide. Corpi, macchine, proiettori e proiezioni si fondono nei testi digital-esistenziali e costruiscono una poetica onirica e straniante.
Tra viaggi robotici alla Kraftwerk (“Internet Fantasy” e “North Star”), outtake dei migliori Ladytron (“Paper Cup” o “The Universe Next Door”) e qualche episodio dei Can più lisergici (“A Photograph Replaced My Mind”), l’album sostiene un ritmo leggero e godibile; i loop dei sintetizzatori e delle drum machine lanciano l’ascoltatore su una stellare autobhan e tutto si aggrega come una galassia aliena osservata da un oblò (ma chi guarda si è munito di una buona dose di peyote).

Dopo l’ottimo esordio di “No Past No Future” (2022, Wax Nine Records) Maryam Qudus centra un seguito superbo, con uno stile e uno smalto capaci di trascendere i tempi; la crasi di milioni di spunti, influenze, ricordi, echi, fumi e raggi laser, crea un affascinante buco nero che dilata tutte le esperienze, e ci proietta tra i pronipoti del tremila solo per farci tornare la nostalgica di quel bell’indie-pop di una volta, tutto amore e alienazione.

11/07/2026

Tracklist

  1. 1. Do We Exist?
  2. 2. Internet Fantasy
  3. 3. Paper Cup
  4. 4. Telepathic Butterflies
  5. 5. North Star
  6. 6. The Universe Next Door
  7. 7. Cloud of Echoes
  8. 8. Flower Memory
  9. 9. A Photograph Replaced My Mind
  10. 10. In The Garden