Il fatto che i Molchat Doma rappresentino un caso a parte nell’affollato panorama post-punk contemporaneo, è legato inesorabilmente alla loro provenienza bielorussa (immaginario brutalista incluso) e al successo riscosso tra i più giovani, ovviamente grazie a un loro vecchio brano (“Sudno”) diventato virale su TikTok.
Dal momento del loro exploit, qualcuno in patria ha cercato di accodarsi al succitato trio, come ad esempio i Super Besse o i Violent Youth, due realtà che da tempo hanno lasciato Minsk per muoversi verso la Germania, trasferendosi rispettivamente a Berlino e Augusta. Con risultati comunque meno brillanti.
Il duo capitanato da Arthur Tsymbal riparte dall’esperienza del precedente “Na Igle” (2024), un disco più che dignitoso in pieno stile post-sovietico (seppur privo della componente lo-fi tanto in voga da quelle parti). Basta immergersi tra le note della title track oppure della successiva “Sledy” per capirlo: si tratta di due valide composizioni nelle quali l’approccio post-punk viene supportato dall’utilizzo (non troppo invasivo) dei sintetizzatori. Una partenza tuttavia destinata a fare spazio a qualcosa di più cupo e riflessivo (le lyrics sono incentrate sulla tematica della distanza e della perdita), perché già con “Zvedvy” e “Horosho” gli orizzonti si fanno più grigi. Le intenzioni ci sono, l’ispirazione un po’ meno. Una storia che si ripete anche con il resto della tracklist, una sequenza di brani troppo piatti e uniformati per sorprendere (soltanto la conclusiva “Do Utra” rimette in circolo qualche emozione degna di nota).
Se da un lato la proposta dei Molchat Doma – tra l’altro spesso criticata da una fetta di pubblico dark – sta continuando a fare da traino a una serie di gruppi meno conosciuti formatisi nei lembi più estremi dell’Europa orientale, c’è da dire che nessuno dei vari adepti sulla loro scia è riuscito a compiere un salto di qualità importante. Violent Youth inclusi, qui purtroppo meno incisivi rispetto alle buone premesse ascoltate nelle precedenti puntate, dove la componente synth-pop riusciva almeno a garantire una discreta verve alle composizioni.
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05/04/2026