If I sang you a song (A song)
Would you still sing along? (Along)
(da “We Might As Well Be Strangers”)
E pensare che ne avevamo dubitato, di poter canticchiare ancora una canzone dei Weezer, inseguendo la voce familiare di Rivers Cuomo o l’ennesimo improbabile coretto appiccicoso. Perché l’ultimo decennio dei Weezer, diciamo a partire dall’infelice “Pacific Daydream” del 2017, è una sorta di grafico impazzito, con incredibili bassi (il “Black Album”, ma anche il disco di cover con la copertina turchese) e interessanti colpi di coda (“OK Human”).
La domanda di Cuomo arriva però in quello che potrebbe davvero essere un nuovo inizio per la band di Los Angeles, l’entrata in una golden age, per rimanere in linea con le tonalità della copertina. Arriva per la precisione in “We Might As Well Be Strangers”, la canzone più bella che i Weezer abbiano scritto dal 1996, presentata sul disco in compagnia dei Wednesday, in quello che potrebbe essere visto come una sorta di passaggio del testimone.
La prima cosa che sorprende di “Weezer (Gold Album)” è il suono, che sin dalle prime portate – “Say Yes” e, soprattutto, “Shine Again” – sembra essere tornato, per l’appunto, a brillare. Le chitarre luccicano e mordono come non lo facevano da trenta anni, il basso di Scott Shriner accompagna le strofe saltellando e la batteria di Patrick Wilson spinge che è un amore. Certo, tra il 2014 e il 2016, con “EWBAITW” e “Weezer (White Album)”, la band aveva già vissuto una discreta rinascita creativa, ma il sound non era tornato a guardare il mitico album blu. Del resto, il disco si chiude con l’infuocata riappropriazione di identità “This Is The L.A. Sound”, dove Rivers lo dice chiaro e tondo: “We came to melt your face/ We’re gonna torch this place/ We’re gonna take you down/ This is the L.A. sound”.
Tra simpatiche filastrocche nonsense da canticchiare sin dal primo ascolto come “C.E.O.”, una ballad nostalgica che s’infiamma in un finale elettrico (“Up In The Clouds”) e qualche inciampo (“Hoops” e “The Shoe Must Go On”), il “Gold Album” si fa godere come una bibita rinfrescante a Ferragosto in Calabria. Che i “Weezer” tra un paio d’anni possano uscirsene con una cacata pazzesca è una certezza, nel frattempo però possiamo goderci un gran bel disco, scegliere quali di queste canzoni possano rientrare in un ideale best of della band e sognare che sia davvero cominciata un’età dell’oro.
22/08/2026