MEW - Visuals

2017 (Play it again sam)
dream-pop, prog-rock

Attivi da vent’anni, i danesi Mew sono ormai una vera e propria istituzione. La loro formula pop in grado di strizzare l’occhio al miglior prog, con variazioni melodiche e strumentali mediamente fuori dalla portata di tantissime altre band contemporanee, è da sempre tra le più accattivanti ed estrose in circolazione. Dopo aver praticamente sedotto e rapito i cuori sia dei più giovani sia dei nostalgici dei bei tempi, tornando in pista in forma smagliante con il sesto riuscitissimo album “+-“, il gruppo capitanato da Jonas Bjerre – che avevamo raggiunto per l’occasione – si ripresenta con un concept interamente basato sulle vicende di un uomo perso nella ciclicità del tempo, nella follia del vivere quotidiano e alla continua ricerca di una serenità emotiva da raggiungere senza ricorrere a eccessive manie di grandezza e sogni impossibili, dunque restando umilmente in contatto con se stesso, magari provando al contempo a dare un senso al triste e indecifrabile mondo che lo circonda. “Visuals” è per di più anche il primo album senza lo storico chitarrista Bo Madsen.

Il tema imperante dell’opera appare limpido e chiaro fin dalle battute iniziali di “Nothingness And No Regrets”: “I don’t know what makes it grow/ I know that seasons come and seasons go/ Oh man, I don’t think I can/And you found it in your heart/ And you don’t wanna see it pulled apart/ Oh man, I don’t understand/ In our polyester death/ There is nothingness and no regrets/ Oh I’m thinking of numbers/ What’s your number?/ What’s in a number?/ Two numbers true”, con il consueto crescendo estatico collettivo a scaldare il cuore. Le tastiere di Søren Møller e il basso di Johan Wohlert giocano un ruolo fondamentale, conferendo all’insieme suggestione e fluidità. La band è ancora in ottima forma, al netto degli anni trascorsi, e tracce come “Candy Pieces All Smeared Out”, con l’alternanza di riff in assalto frontale (!) e improvvise aperture dream-pop, regalano brividi mediante un vero e proprio zig zag umorale. Il gioco di luci egregiamente fornito dalla tastiera e le soavi melodie messe in circolo da Bjerre uniscono speranza e stupore (“In A Better Place”), voglia di vivere e fiducia nel prossimo (“Learn Our Crystals”).

“Visuals” è un album zeppo di contrasti cromatici, un’opera luminosissima che mostra ancora una volta la capacità dei danesi nel riuscire a creare incastri armoniosi e nel sapere fornire sempre e comunque un climax a suo modo unico, in cui tutto è dannatamente curato e allo stesso tempo mutevole. Il loro stile è ampiamente collaudato, e nel disco spunta finanche un sax da repertorio (“Twist Quest”), mentre differenti melodie tracciano sentieri sognanti con i favolosi anni Ottanta vagamente nel mirino (“85 Videos”).

Non mancano inoltre momenti più quieti e riflessivi, con la notte a portar consiglio (“I’m sworn to secrecy/ But I need the light/ Or else I’d never come clean/ Now that your hands are/ You keep your head low/ Quietly, it’s you/ Tonight, you look beautiful”).

In definitiva, “Visuals” è un concept compatto e armonico nel suo brioso fluire, e ci consegna dei musicisti ancora vivamente ispirati. Dunque, non resta che attenderli dal vivo per poterli “abbracciare” e ammirare ulteriormente.

20/05/2017

Tracklist

  1. 1. Nothingness and No Regrets
  2. 2. The Wake Of Your Life
  3. 3. Candy Pieces All Smeared Out
  4. 4. In A Better Place
  5. 5. Ay Ay Ay
  6. 6. Learn Our Crystals
  7. 7. Twist Quest
  8. 8. Shoulders
  9. 9. Videos
  10. 10. Zanzibar
  11. 11. Carry Me To Safety

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