Jessie Murph - Sex Hysteria

2025 (Columbia)
Americana, trap-pop, vintage pop

Ha vent'anni appena, ma sembra uscita dall'armadio di Jackie Kennedy. Possiede una voce gracchiante e melodrammatica dal vistoso accento del Sud, modulata per rinfrancare la tradizione, ma col piglio moderno di chi passa le giornate su TikTok a fare hawk tuah con la trap. Non è un'attrice, ma potrebbe esserlo: se il pop si nutre d’artificio, Jessie Murph dal Tennessee interpreta i sogni e gli incubi dell'America contemporanea con una facilità che ha del sospettoso.
Già il debutto "That Ain't No Man, That's The Devil", rilasciato un anno fa, applicava una precisa fusione tra la vecchia guardia di Patsy Cline e Tammy Wynette col revival di Amy Winehouse, Paloma Faith e Lana Del Rey, ma qui l’omaggio si fa ancor più marcato. Galeotto il singolo "1965", accompagnato da uno scabroso video vietato ai minori, che racconta una cruda storia di violenza domestica col sorriso sulle labbra – s’è creato un polverone in Rete, tra chi vede in Jessie una personalità onesta oltre ogni carineria e chi invece teme per l'influenza sui giovani. Ma ogni era ha i suoi spauracchi; l'onda lunga della presidenza Obama aveva portato la paura della cultura woke, adesso, nell'America di Trump, si torna a parlare di trad wives e nostalgia per un passato nel quale le donne non potevano votare.

Sarà tutto vero? La scaltra Jessie ha trovato la formula per farsi notare: ricalcare collaudati stilemi americani per addolcire testi problematici e scabrosi, talvolta incisivi, ma anche bizzarri e gratuiti – già un titolo come "Sex Hysteria" ben descrive le nevrosi di una società ossessionata dal controllo del corpo femminile. Il coraggio non le manca; la ruvida "Gucci Mane" apre l’ascolto con un manifesto d’intenti al contempo cinico ed emotivo. Curiosamente, però, il vero Gucci Mane arriva sulla trap di "Donuts", brano dai lampanti richiami all’originale “gangsta Nancy Sinatra” autrice di un certo “Born To Die” – ancor più calligrafica, in tal senso, l’autocommiserata “A Little Too Drunk”.
Ma le storie di Jessie mietono morale e paragoni; impossibile non pensare a Miley Cyrus su “Couldn’t Be Worse”, mentre l’addolcita intonazione di “I Like How I Look” paga pegno a Selena Gomez. Immancabili i classici brani d’amore dallo spirito indebolito, come “Bad As The Rest” e “Heroine”, ma fa specie “The Man That Came Back”, ricamata sopra un soave giro country-pop alla Taylor Swift per raccontare un’altra storia di violenza domestica, stalvolta attorno alla figura di un padre alcolista che rovina l’intera famiglia. Ancor più ingannevole “Touch Me Like A Gangster”, melodica miniatura vintage da sognante diner anni Cinquanta con la quale confessare un pericoloso amore per il sadomaso.

Ma Jessie presto impugna le redini del proprio desiderio su “Best Behaviour”, brano purtroppo più volgare che sexy, mentre su “Blue Lines” e “Ur Bill Is Big As Fuck” abbandona ogni velleità di donna tradizionale per farsi imprenditrice senza scrupoli, e fanculo a tutti quegli uomini che guadagnano meno di lei. Ed è in questo saliscendi di emozioni forti e colori pastello che “Sex Hysteria” talvolta perde la bussola, preda di continui omaggi e revival sin troppo maliziosi. Ma un po’ come la recente parabola dell’ex-teen star Jojo Siwa, passata da punkette lesbica a obbediente ritratto eteronormativo di Doris Day, anche Jessie Murph sa come interpretare il proprio presente – nel suo caso, cantando di drammi e voglia di riscatto tramite un pantheon di uomini violenti ed emotivamente immaturi, e di donne stanche ma incapacitate dal cambiare l'oggetto del proprio desiderio. Anche questa è l’America degli anni Venti, peccato non sia sempre facile stabilire se siano quelli del Novecento o del Duemila...

Tracklist

  1. Gucci Mane
  2. 1965
  3. Couldn't Be Worse
  4. A Little Too Drunk
  5. Bad As The Rest
  6. Touch Me Like A Gangster
  7. Heroin
  8. I Like How I Look
  9. Ain't But A Thing
  10. The Man That Came Back
  11. Sex Hysteria
  12. Donuts feat. Gucci Mane
  13. Blue Strips
  14. Best Behaviour feat. Lil Baby
  15. Ur Bill Is Big As Fuck


Jessie Murph sul web