Aaron Jerome è l'uomo che si nasconde dietro la maschera di SBTRKT, criptico artista inglese venuto agli onori della cronaca per la discreta doppietta pubblicata su Young Turks composta dal disco omonimo datato 2011 e da "
Wonder Where We Land" del 2014. A due anni dal calderone stilistico del disco succitato e con una manovra di marketing non del tutto chiara, SBTRKT rilascia a sorpresa "Save Yourself" per la
label di sua proprietà "Not On Label" senza promuoverlo o pubblicizzarlo, senza
countdown, senza l'ombra di
hype a presagirlo e col minutaggio tipico di un Ep.
Facciamo ora un passo indietro e seguiamo le tracce lasciate da "Wonder Where We Land", il disco della consacrazione che lo pone sotto i riflettori del pubblico, per evidenziare alcune analogie e discrepanze: prime fra tutte la collaborazione col sempreverde Sampha, presente in entrambi i lavori precedenti, e il fanatismo per la nuova richiesta pop manifestata attraverso il
feautiring con D.R.A.M. e Mabel (come fece con
Jessie Ware), collaborazioni che arricchiscono l'opera e gli operanti e che donano un piglio decisamente più fruibile per qualsiasi ascoltatore; segue la passione per l'
r'n'b, chiave di lettura principale nel caleidoscopico "Wonder Where We Land" che viene amplificata con la scelta di affiancare a quasi metà delle tracce del disco il nome di The-Dream (all'anagafe Terius Youngdell Nash), affermato
songwriter americano ispirato, appunto, alla
rhythm&blues music.
L'intento di Aaron rimane, comunque, molto aleatorio. Tuttavia, l'uscita dell'album è accompagnata da uno
short animated video, accessibile attraverso il sito
www.saveyourself.tv, e con un comunicato in cui spiega che lo scopo dell'opera è quello di avvicinarsi ai propri fan aumentando il numero di uscite per "ringraziarli", e in cui specifica subito che "Save Yourself" non è inteso come un album in senso assoluto, ma come un
visual concept che racconti il suo "stato d'animo personale su ciò che sta accadendo nel mondo e nella società a livello macro e micro" e i turbamenti socio-politici che gli impediscono di concentrarsi con scioltezza sul suo lavoro di
producer. Termina, poi, con la riflessione "dark optimistic" sulla colonizzazione di un altro pianeta per provare l'incredibile esperienza di ricominciare da capo.
"Save Yourself" non ha avuto molta fortuna con la critica musicale, che ne ha evidenziato propriamente gli aspetti tecnici senza scendere in profondità attraverso l'interpretazione che Aaron ha voluto dare al suo lavoro. È un disco che parla del dissidio interiore; un disco colmo di
saudade o "constant state of nostalgia for the future"; un disco con cui è difficile scendere a compromessi. Questa sua tendenza alle note angosciose diventa lampante in "Revert", in cui la voce tormentata di The-Dream accompagna un tappeto di
beat sfumati e soporiferi. La punta di diamante rimane, tuttavia, "Good Morning": una cavalcata elettronica che richiama una sorta di speranza mistica, alternata e impreziosita dal timbro di Terius.
Paradossalmente, il pezzo meno ispirato è proprio "TBD", quello con Sampha, un momento anonimo che non centra pienamente il focus che intendeva sottintendere l'album; "I Feel Your Pain" con D.R.A.M. e Mabel, al contrario, pare riuscirci in pieno: la voce algida dell'una e quella stridente dell'altro incutono un sinistro sentimento di inquietitudine nell'ascolto.
L'album non è, però, tutto riflessione e malinconia. "Ready Or Not" riporta improvvisamente luce nell'opera con una scelta di
beat incredibilmente
catchy e con eleganti vestiti colorati di gioia, ripresa e strizzatina d'occhio a quel "
Rounds" che fu di
Four Tet. "Gemini", invece, è un pezzo indecifrabile che alterna momenti acuti e gravi e il cui uso di
sample sacrali richiama incredibilmente alcune scelte di
Tim Hecker.
Tirando le somme, "Save Yourself" è un disco molto valido il cui intento è stato purtroppo travisato probabilmente a causa della visione superificiale con cui lo si è approcciato. Insomma, bastava piegare appena la testa e sgranare un po' gli occhi per riuscire a scorgerlo un attimo meglio e per riuscire a comprendere con più chiarezza il messaggio che vi si celava: in questo momento storico, attraversato da un odio ingiustificato verso il diverso, salva te stesso, con la musica.