Barker - Stochastic Drift

2025 (Smalltown Supersound)
idm
Sam Barker costruisce il suo mondo nel caso calcolato, quello che Iannis Xenakis chiamava stocastico. Nel caso di "Stochastic Drift", l'incantesimo del suono aleatorio si fa riflesso delle incertezze umane e delle ombre del post-pandemia. L'artista medita sulla propria vulnerabilità e su un'esistenza sospesa tra disoccupazione e riscoperta di sé. Lo fa attraverso la sua drumless techno, già emersa come lingua madre nel luminoso e avvolgente "Utility" del 2019.
Oggi, Barker plasma strumenti che si auto-generano: si trasforma in druido di circuiti, evocando scenari notturni permeati da un'estetica future trance, come se Lorenzo Senni fosse stato assimilato da un'intelligenza sintetica. Abbandonata la cattedrale Ostgut Ton, label ufficiale del Berghain, per abbracciare Smalltown Supersound, etichetta che ha ospitato Jaga Jazzist, Kelly Lee Owens e Lindstrøm, il mistico del caos cerebrale si spoglia dell'armatura da clubber per costruire un orizzonte caleidoscopico, un prisma ipnotico dove i sintetizzatori balbettano ritmi spezzati su tessiture granulose e bassi affilati come laser.

Attraverso la manipolazione degli strumenti digitali, "Stochastic Drift" indaga al tempo stesso la matematica e lo smarrimento dell'io, tracciando traiettorie mentali fluide e sognanti, dove le melodie si disfano in continue rigenerazioni. È come se un Mark Fell androide si riscoprisse organico, lasciando affiorare presenze future jazz (la title track, un trip lisergico di sintesi sottocutanee e variazioni liquide) e carezze ambient che fluttuano tra pensieri sussurrati come espressione della propria umanità ritrovata. Ci troviamo in terre ancora poco cartografate, e Barker dimostra di avere ancora costellazioni da esplorare.

Tracklist

  1. Force Of Habit
  2. Reframing
  3. Difference And Repetition
  4. The Remembering Self
  5. Positive Disintegration
  6. Cosmic Microwave
  7. Fluid Mechanics
  8. Stochastic Drift

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