Rock in Onda

Lilith Fair

La carovana rosa del rock

di Claudio Fabretti
Lo storico tour tutto al femminile del Lilith Fair al centro della nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì dalle 12 alle 14 sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
Da Suzanne Vega a Sheryl Crow, da Sinéad O'Connor a Fiona Apple, da Aimee Mann a Natalie Merchant, da Erykah Badu a Janelle Monáe: capeggiate dalla novella Lilith Sarah McLachlan, le donne si riprendono il palco (e il pubblico) alla faccia del maschilismo del music business, per un festival itinerante che ha fatto epoca.

Ascolta o scarica gratuitamente il podcast:


Lilith Fair

Lisa Loeb, Bonnie Raitt, Shawn Colvin, Sarah McLachlan, Paula Cole, Meredith Brooks, Rebekah, Margo Timmins, Liz Phair e Tracy Bonham alla conferenza stampa del Lilith Fair’s tour all'El Rey Theatre di Los Angeles


Sarah McLachlan e il Lilith Fair sulla copertina del Time"Due donne in fila? Naa... non funzionerà mai". All'ennesima volta in cui si sentì ripetere la frase - che fosse un tour operator o lo speaker di una radio - Sarah McLachlan pensò che la misura era colma. E si mise in testa di dimostrare clamorosamente il contrario. Prima in forma più contenuta, organizzandosi qualche concerto da sola, insieme a colleghe e amiche come Paula Cole, Lisa Loeb e Michelle McAdorey. Poi, esagerando. Non una serata tra donne e neanche due, ma addirittura un gigantesco tour itinerante tutto al femminile, in grado di trasportare una carovana di artiste in giro per il Nord America (Stati Uniti e Canada). La graziosa cantautrice canadese, nota fino a quel momento soprattutto per le sue ballate sentimentali e il suo mezzosoprano cristallino, divenne così la nuova Lilith, la prima moglie di Adamo antecedente a Eva, secondo la tradizione ebraica, e divenuta un simbolo della lotta per l’uguaglianza delle donne, perché – secondo il mito – rifiutò di sottostare ad Adamo, con cui viveva nel giardino dell'Eden, si ribellò e fuggì, rifugiandosi tra i demoni del deserto.
Per mettere a punto l'idea, Sarah si consulta con Dan Fraser e Terry McBride del Nettwerk Music Group e con il talent-scout di New York Marty Diamond, mentre è la scrittrice Buffy Childerhose a suggerirle il nome "Lilith Fair", che suona assolutamente perfetto, anche perché, grazie al termine "fair", include anche un’idea di uguaglianza e inclusività.
La piccola Sarah è lanciata come un treno in corsa e il festival prende il via con una trionfale parata di stelle nell'estate del 1997, proseguendo poi anche nel 1998 e nel 1999 con un grande successo di pubblico e conseguente mal di pancia dei detrattori, che non esiteranno a coniare termini squallidi come "Lesbopalooza" per cercare (invano) di boicottarlo. Più di 130 tappe in Nord America, alle quali hanno preso parte circa 300 artiste, tra le quali star incontrastate del rock e del cantautorato al femminile del periodo - come Suzanne Vega, Sheryl Crow, Fiona Apple, Sinéad O'Connor, Aimee Mann, Natalie Merchant, Liz Phair etc. - più attempate leonesse come Pat Benatar, Chrissie Hynde, Bonnie Raitt ed Emmylou Harris, nuove dive black - da Erykah Badu a Janelle Monáe - e gruppi tutti al femminile (dalle Cibo Matto alle Indigo Girls passando per Susanna Hoffs delle Bangles). E, alla faccia delle profezie dei discografici menagrami, il pubblico accorrerà numeroso: più di 1 milione e mezzo di persone, per un incasso di 52 milioni di dollari, dieci dei quali saranno destinati a organizzazioni benefiche a favore delle donne.
Più malinconica sarà l'edizione-revival del 2010, ostacolata da problemi finanziari, cancellazioni e defezioni varie.
Ma il Lilith Fair resterà negli annali come uno dei concerti epocali della storia del rock, il giorno in cui le donne decisero di unirsi e fare la rivoluzione, nel nome della musica.
In questa scaletta abbiamo voluto raccogliere alcune testimonianze live, tratte dai tre volumi ufficiali del festival pubblicati su cd, e alcuni brani più rappresentativi delle principali protagoniste della kermesse nelle sue varie edizioni.


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Playlist
Scaletta del programma
 

  1. Suzanne Vega – Luka (live)
  2. Sheryl Crow – Run Baby Run
  3. Indigo Girls/ Jewel/ Sarah McLachlan - Water Is Wide (live)
  4. Fiona Apple – Shadowboxer
  5. Sinéad O'Connor - Fire On Babylon (live)
  6. Aimee Mann - Save Me
  7. Morcheeba - The Sea (live)
  8. Beth Orton – She Cries Your Name
  9. Lhasa de Sela - El Payande (live)
  10. Natalie Merchant feat. Tracy Chapman - In The Ghetto (live)
  11. Pretenders – Back On The Chain Gang
  12. Pat Benatar – Promises In The Dark
  13. Liz Phair - Never Said (live)
  14. Susanna Hoffs - Eternal Flame (live)
  15. Cibo Matto – Sugar Water
  16. Joan Osborne - Ladder (live)
  17. Cat Power – The Greatest
  18. Emmylou Harris - Deeper Well (live)
  19. Erykah Badu - Otherside Of The Game
  20. Janelle Monáe - Locked Inside


Base strumentale: Sarah McLachlan – Last Dance (instrumental)

 

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