26/12/12

Emidio Clementi E Corrado Nuccini

Chiesa dei Bigi, Grosseto


di Michele Guerrini
Emidio Clementi e Corrado Nuccini
Un'occasione particolare e di curiosa coincidenza sinestetica, ecco cosa è stata la mostra "Fotosciòp" di Luigi Ambrosio in cui si è inserito il reading musicale de "La Ragione delle Mani" di Emidio Clementi e Corrado Nuccini.
La mostra d'arte, situata dentro la chiesa sconsacrata dei Bigi di Grosseto, si presentava ricolma di un organico cucito di opere e luci. Un breve intessuto di intime installazioni che sapevano unire cultura postmoderna, nostalgia retrò e amore per il situazionismo dentro strutture semplici come bauli, vecchie VHS, televisori anni '70, collage deformati di icone culturali... Un cut up immaginifico e personale, eseguito in maniera introversa e poi esposto in un antico spazio devoto alla liturgia.
Uno spazio piccolo in cui muoversi attentamente per capire la direzione delle luci, delle sfumature che la stessa interazione delle persone creava. Uno spazio " naturale" per incontrare la lettura della nuova opera letteraria del fondatore dei Massimo Volume, accompagnato dagli arrangiamenti e le musiche del chitarrista dei Giardini di Mirò.

La nuova raccolta di racconti è un occhio profondo e talvolta tagliente, appassionato e lirico della musica attraverso i suoi protagonisti: da Frank Sinatra a Glenn Gould, a Fausto Rossi e Miles Davis. Non sempre passando dagli artisti ma girando loro attorno attraverso altre comparse e storie meno emblematiche.
Emidio ci fa entrare dalla "porta d'ingresso' dell'opera: il primo racconto, "L'Impresario".
Una lettura forte diretta con vigore ci porta in mezzo alle parole. Emidio lettore & recitante ha un fascino simile ma al contempo diverso dai Massimo Volume. Ha una fine cifra teatrale che dà sfumature testimoniali e cinematografiche a pagine complesse e arricciate in sé, zeppe di nomi e movimenti. La chitarra, i campioni, i pochi-discreti effetti, di Corrado non davano tanto un senso plastico quanto sottolineavano lo scandire di un tempo emotivo, di una malinconica clessidra.
Uno spettacolo "difficile" e necessario di attenzione ma che ha regalato al termine spoken-word un valore e una dignità molto spesso mal intese o sostituite da patetiche simulazioni scolastiche.

Poco prima dell'inizio della percormance Emidio e Corrado sono stati disponibili a farsi velocissimamente intervistare per soiegare meglio alcuni dettagli del progetto, ecco a voi:

Michele: Emidio, com è nata questa nuova creatura letteraria... e la trasformazione letteraria dei suoi personaggi, alcuni famosi come Miles Davis, Frank Sinatra, altri più vicini e intimi a te come Fausto Rossi?
Emidio: Il racconto di Fausto è stato il primo che ho scritto…. E l’idea che volevo sviluppare era quella di un libro sulla musica che fosse differente dalle solite biografie dei musicisti. Fuori dall'immaginario della letteratura della musica rock, ma dentro la vita dei personaggi senza tanti palcoscenici, con pochi atti musicali.
Poi…. un libro sulla musica perché fa parte della mia vita, di gran parte della mia vita, inoltre era da tanto che volevo scrivere una raccolta di racconti, sai.. di entrare e uscire da diverse storie invece di romanzo unico, di una sola storia...

M: Come descriveresti il processo di scrittura, è stato fluido, a scatti, cosa ti ha portato di passo in passo?
E: alla fine di fluido nella creatività c’è ben poco, devi saper dosare momenti di crisi, di ispirazione…dopo aver pensato alla cornice del libro il resto è venuto fuori facilmente… e son stato ben soddisfatto..
Presenze come Gould vengono fuori dalla mia formazione ma anche dalla mia volontà di non fare un libro sulla scena musicale alternativa italiana. Non è che non ne sia orgoglioso, ci mancherebbe, solo volevo dare un'idea più universale della musica. Non posso dire di appartenere a un solo genere, come mi emoziona un disco di Miles, -“Sketches of Spain” quello arrangiato da Gil Evans è stato uno dei miei primi- mi emozionano i lavori di Glenn e di molti altri della musica italiana.

M: Il racconto era già stato musicato nella tua testa?
E: No. C'è naturalmente un ritmo nella scrittura ma quando scrivo, non penso mai a un’eventuale trasposizione sonora. Lo abbiamo fatto dopo con Corrado, mantenendo anche un ritmo narrativo, accorciando allungando scegliendo brani e passaggi.
Corrado: Con disciplina ci siam incontrati sempre lo stesso giorno allo stesso orario per più di un mese, svolgendo un lavoro sartoriale nato da alcuni arrangiamenti, più alcuni campioni presi dalle musiche di cui si parla nel libro. Sia volendo dare una vita musicale propria al reading ma anche un aiuto all’esplicazione del libro.

M: Le mani…. il titolo della tua raccolta..
E: Le mani parlano da sole. Il titolo è in parte ripreso dall'osservazione delle mani di Fausto Rossi descritta nel racconto… dico che hanno un'intelligenza propria. Lasciando stare le mia, poco adatte a uno strumento… sono una cosa che mi ha sempre attratto dei musicisti..sono allenate, affusolate, sottili, finiscono per unire gli artisti.

M: Qualche storia che avevi in mente non ha poi visto la luce, la scrittura? Hai provato e poi abbandonato l’idea di qualche personaggio?
E: In verità è grazie a questo tour che stiamo conoscendo tante figure di cui mi piacerebbe scrivere, tanti artisti che io e Corrado ci siamo ritrovati a scoprire. Comunque ti posso dire che una storia che mi piacerebbe approfondire è quella di un merchandiser, sai.. di uno che segue sempre la band nei concerti in giro per le autostrade, le città, ma sta in una posizione lontanta dal palco…

M: Quali sono le radici che senti forti nella tua scrittura, nella tua crescita come scrittore e che ti hanno portato fino a quest’ultima opera?
E: Scrittori americani, Hemingway, Steinberg e molti altri. Poi sono un onnivoro, mi è difficile capire quali sono le cose che leggi che poi diventano un'ispirazione. 
Per questo libro posso citare Gay Talese e un libro suo di reportage che si intitola "Frank Sinatra ha il raffreddore" …. Lo spirito è quello, scegliere storie marginali, sotterranee, per descrivere l'umanità, cercare un’universalità...
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