Massimo Volume

Scorciatoie post-rock per la letteratura

di Giuseppe Pias

Negli anni 90, nel breve arco di quattro dischi, i Massimo Volume hanno marchiato a fuoco il rock alternativo italiano. La loro peculiarità è una narrazione tout court, cruda e diretta, che affida a brevi tratteggi la definizione di una vita. Quando sembravano perduti per sempre sono ritornati nel 2010 con Cattive Abitudini, tre anni più tardi la straordinaria conferma di Aspettando i Barbari. Storia di un'avventura in bilico tra (post)rock e letteratura.

Massimo Volume

Discografia
 MASSIMO VOLUME

 

  

 

 Demo Nero (autoprodotto, 1992) 

 Stanze (Underground, 1993)

7,5

Lungo i bordi (Wea, 1995)

8,5

Da qui (Mescal, 1997)

8

 Club Privè (Mescal, 1999)

6

 Almost Blue (soundtrack, 2001) 

 6

 Bologna, Nov 2008 (live, 2008) 

6,5 

 Cattive Abitudini (La Tempesta, 2010)

7,5

 Split Ep (con Bachi Da Pietra, La Tempesta, 2011)

7,5

Aspettando i barbari (La Tempesta, 2013)

7

 Luce mia (autoprodotto, 2015)

7,5

  

 

 EL MUNIRIA

 

  

 

 Stanza 218 (Homesleep, 2004)

 

  

 

 FRANKLIN DELANO

 

  

 

 All My Senses Are Senseless Today (Zahr Records, 2004)

 

 Like A Smoking Gun In Front Of Me (File 13 Records, 2005)

 

 Come Home (Ghost, 2006)

 

  

 

 EGLE SOMMACAL

 

  

 

 Legno (Unhip, 2007)

 

 Tanto non arriva (Unhip, 2009)

 

 Il cielo si sta oscurando (Unhip, 2014)
 
   
 EMIDIO CLEMENTI 
   
Notturno americano (Santeria / Audioglobe, 2015)7,5
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

 

Massimo Volume su OndaRock
Recensioni

MASSIMO VOLUME

Luce mia

(2015 - autoprodotto)
Musiche messe a nudo per un commovente documentario di vita vissuta

MASSIMO VOLUME

Aspettando i barbari

(2013 - La tempesta)
A tre anni da "Cattive Abitudini", il sesto lavoro della band di Emidio Clementi

MASSIMO VOLUME

Cattive Abitudini

(2010 - La Tempesta)
L'attesissimo ritorno di una delle band simbolo della scena italiana degli ultimi due decenni

MASSIMO VOLUME

Lungo I Bordi

(1995 - Wea)
Un post-rock molto personale, quasi "cinematografico", nel manifesto dei Massimo Volume


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