Mumford & Sons

Rock In Roma, Ippodromo delle Capannelle, Roma (07/07/2026)


Se la ricordano bene l’ultima volta che suonarono a Roma, esattamente sullo stesso palco del Rock In Roma, Ippodromo delle Capannelle, undici anni fa, estate 2015, il tour di “Wilder Mind”, il loro terzo album. Nel frattempo si sono succeduti altri tre dischi, e il 2026 ha portato in dotazione “Prizefighter”, co-composto e co-prodotto con Aaron Dessner dei National, atmosfere cottage-folk che si muovo al livello emozionale sottopelle e nella trasposizione live si alternano a una sorta di best of delle canzoni fin qui incise dai Mumford & Sons durante una luminosa carriera. Un disco corale “Prizefighter”, con molti ospiti illustri, che dal vivo per ovvi motivi non possono esserci.

Ma Marcus Mumford sa sopperire molto bene alla loro assenza, riappropriandosi di tutta quella bellezza che per gran parte è farina del suo sacco. Uno dei momenti più intensi dello show, la sequenza profondamente introspettiva “Prizefighter” (la canzone) / “Badlands”, ultra-minimalismo che fa molto National, nel disco sono cantate in coppia con Bon Iver (la prima) e Gracie Abrams (la seconda). Marcus le canta da solo, con qualche coro a supporto, e riempie la scena con la sua voce. Da brividi, anche se più di qualche distratto è in fila, spalle al palco per la terza o quarta birra (non sanno che questo momento catartico nella vita non gli ricapiterà mai più…).

Marcus che suona la chitarra acustica, il banjo, la chitarra elettrica, poi a un certo punto si mette dietro la batteria, la suona, e canta, con una voce senza sbavature. Davvero un artista di grande levatura. E la band che lo accompagna e di altissimo livello, a partire dai due compagni di ventura, che condividono con lui dagli esordi (era il 2007) la simpatica ragione sociale da studio legale: Ben Lovett ai synth e Ted Dwane al basso. Un suono che sa di Americana fin nel profondo dell’anima, ma che per ironia della sorte nasce e cresce a Londra. Questa sera otto canzoni sulle ventitré eseguite sono prese di peso da “Prizefighter”, una delle quali, “Here” in duetto con Taylor Meier dei Caamp, che hanno egregiamente aperto la serata, con il loro radiofonico country-bluegrass made in Columbus, Ohio. Tutto assolutamente superbo, e quando c’è da darci dentro con l’elettricità i Mumford ottengono grandi risultati, come accade nella super elettrica “The Wolf”, quasi un pezzo hard rispetto ai loro standard abituali, che sigilla la prima parte dello spettacolo.

Breve pausa ed eccoli riapparire su un secondo piccolo stage piazzato in mezzo alla platea, un intermezzo acustico nobilitato dalla cover di “The Boxer” di Simon & Garfunkel (ma qualcuno avrebbe preferito “Cowboy Like Me”, che questa sera non è stata suonata). Poi di nuovo sul palco principale per chiudere con “Rushmere”, “The Banjo Song” e la super ritmata “I Will Wait”. Poi ci sarebbe da dire qualcosa a proposito di quanto il Rock In Roma sia rimasto indietro rispetto alle eccellenze festivaliere europee, fra una coda infinita per prendere un kebab (alla fine ci abbiamo rinunciato, optando per un hot dog senza fila) e un terreno super polveroso come non se ne vedono più neppure nelle sagre di paese. Siamo certi che l’organizzazione del Rock In Roma saprà prenderne atto per migliorare qualche aspetto in futuro: gli appassionati di musica nutrono grosse aspettative da una rassegna che esiste oramai da molti anni, basterebbe saper copiare bene da tutti i meravigliosi Festival musicali che esistono in ogni angolo d’Europa. Ma il concerto dei Mumford & Sons ha saputo farci dimenticare anche questi piccoli incidenti di percorso.

Scaletta

  1. 1. Begin Again
  2. 2. Little Lion Man
  3. 3. White Blank Page
  4. 4. Rubber Band Man
  5. 5. Awake My Soul
  6. 6. Lover Of The Light
  7. 7. Hopeless Wanderer
  8. 8. Prizefighter
  9. 9. Badlands
  10. 10. Believe
  11. 11. Truth
  12. 12. Ditmas
  13. 13. The Cave
  14. 14. Here
  15. 15. Stay
  16. 16. Delta
  17. 17. The Wolf
  18. 18. I'll Tell You Everything
  19. 19. Ghosts That We Knew
  20. 20. The Boxer (Simon & Garfunkel cover)
  21. 21. Rushmere
  22. 22. The Banjo Song
  23. 23. I Will Wait

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