Jimi Tenor

Beyond The Stars

2004 (Kitty-Yo / Wide) | funk-jazz

Esiste un classicismo nella popular music ? Esiste una base di modelli estetici, melodici e armonici che possono essere considerati "classici" e in tal senso archetipi acquisiti da una specie di intelligenza collettiva? Credo di sì. Credo che anche nella musica popolare esistano dei modelli e delle forme che siano, nel tempo, passati attraverso la porta della sperimentazione per diventare acquisizione culturale condivisa, archetipi estetici di patrimonio comune. E' questo il senso di "musica classica". Se è così il finlandese (ma non si direbbe) Jimi Tenor di tale classicismo ne conosce benissimo la sintassi.

Come già nel precedente "Higher Planes" ci troviamo di fronte a un polpettone vintage dal gusto clamorosamente retrò, suonato e arrangiato con grande dispendio di mezzi (big band di fiati, voci soliste, cori angelicati, flauti dolci, un pizzico di elettronica....), in cui trovano posto il Barry White più cool (l'iniziale "Barcellona Sunrise"), jazz-lounge latino da ballo in crociera per commendatori annoiati ("Moon Goddess"), Burt Bacharach in libera uscita che prende un caffè con Isaac Hayes ("Going For The Gold", "Beyond The Stars", "Miracles"), prove di big band jazz ( "Asteroid Belt"), jazz-afro-funkerie assortite ("Take Off", "Gimme Little Bit", "Tsunami"), colonne sonore di commedie all'italiana anni 70 ("Sirens Of Salo") o di B-movie alla Lucio Fulci ("Gamelavad"), loungerie di complemento, musical a Broadway, sciccherie varie. C'è pure una hidden track oltre alle 13 indexate.

Il tutto suonato e arrangiato copiosamente tra drappi e cascami, flauti e cori di rimando. Disco calligrafico fino alla nausea, sembra fatto apposta per fare imbufalire i suffragetti con una mano sul cuore e l'altra sul Mucchio Selvaggio o su Blow-Up. Ma noi siamo un po' così, quelli a cui piace il talento anche se dal talento non sgorgano lacrime e sangue, ma solo, al limite, un po' di champagne, quelli a cui piace il velluto un po' kitsch di certe signore imbellettate più della carta vetrata di certe scapigliature. Noi siamo un po' così, quelli disillusi e malinconici rimasti al Congresso di Vienna. Quelli che gli piace Jimi Tenor.

(12/12/2006)

  • Tracklist

1. Barcelona Sunrise
2. Moon Goddess
3. Beyond the Stars
4. Asteroid Belt
5. Miracles
6. Take Off
7. Sirens of Salo
8. Gamelavad
9. Going for the Gold
10. Gimme Little Bit
11. Tsunami
12. Mr. French
13. Strawberry Place

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