Ex-batterista di Kyuss e Fu Manchu, copertina che omaggia Grateful Dead, cosa vi aspettereste da “Saved By Magic” di Brant Bjork? Risposta esatta: riffettoni cafoni a centrifuga, psichedelia desertica, melodie polverose, il nostro non può che attenersi al vangelo che ha contribuito a scrivere, pur essendovi nei suoi lavori solisti spinte verso un recupero più che calligrafico, quasi plagiarista, di sonorità settantine. Amore per il passato, sincerità e chiarezza d’intenti, e come potremmo stroncare i dischi di Bjork, ancora e sempre più incontrovertibilmente anacronistici? E anche questa volta, infatti, il buon Brant la sfanga. Per chi invece ha già fatto conoscenza del Bjork solista, è bene dire che il doppio “Saved By Magic” è un discreto sentire, pur non raggiungendo i livelli di eccellenza di “Local Angel” dell’anno scorso.
Due dischi sono forse troppi e le idee, non molte in verità, tendono a ripetersi lungo l’arco del lavoro. Non che vi sia impasse creativa, ma una decina di canzoni in tutto (piuttosto che diciannove) sarebbero bastate. Play. Dopo l’intro psichedelica di “Magic vs Technology”, si accendono i generatori con “Get In To It”, tempestoso rock’n’roll che mostra come Bjork, nello stile di canto, debba più di qualcosa a mastro Lemmy. Con lo skip del lettore vado alla ricerca di un altro pezzo trascinante, e lo trovo subito: “Lil’bro”, traccia numero 5, e se non vi fa muovere le chiappe questa, allora vi consiglio di ripiegare dalle parti di Laura Pausini e finire di menarvela con la storia che siete dei rockettari duri e puri, che non ci crede nessuno.
Ma sbaglio o in “Let The Truth Be Known” sembra di intravedere ombre degli (solo per alcuni) indimenticati Cult di Ian Astbury?, Sbaglio, forse è solo un maledetto abbaglio dovuto a questa musicaccia allucinogena. “Sweet Maria’s Dream” è Jimi Hendrix redivivo che esegue un’ennesima variante di “Hey Joe”, mentre partono le bobine stoner in “The Messengers”. E così via di cappa e spada fino al bluesaccio acido di “Sunshine Of Your Love”, dove potete finalmente accendervi una c…. ehm, dove potete insomma… avete capito, no?
Non so perché, ma mi aspettavo peggio dal nuovo lavoro di Brant Bjork, e invece: felice di essere smentito. Per gente con la sacra stimmate del rock incisa nell’anima, ma anche no.
27/07/2020