Il primo nucleo della band si forma nel 1963 attorno a Jerome John "Jerry" Garcia (1942, San Francisco - 1955, Forest Knolls, California, Stati Uniti; banjo, chitarra e voce), Ron "Pigpen" McKernan (1945, San Bruno, California, Stati Uniti - 1973 San Francisco; voce, tastiere e armonica) e Robert Hall "Bob" Weir (1947, San Francisco; voce e chitarra).
La passione per il bluegrass di Garcia spinge la formazione di nome Mother McCree's Uptown Jug Champions a ispirarsi alla musica delle radici prima di assumere il nome di Warlocks quando, nel 1965, in organico arrivano il batterista Bill Kreutzmann (1946, Palo Alto, California, Stati Uniti) e il bassista Philip Chapman "Phil" Lesh (1940, Berkeley, California, Stati Uniti).
Il repertorio abbraccia brani di ispirazione rock e blues e il gruppo si ribattezza The Grateful Dead (dal nome di una preghiera dell'antico Egitto) cominciando a esibirsi durante gli "Acid Test" di Ken Kesey, veri e propri happening multimediali in cui vengono sperimentati gli effetti delle nuove droghe sintetiche (LSD su tutte) sulla creatività e la percezione degli individui.
La nuova, quinta dimensione eleva la musica a lunghe improvvisazioni, dilatando le atmosfere e contribuendo a definire un genere ibrido, psichedelico e imprevedibile in cui spaziare senza limitazioni.
I concerti dei Dead sono eventi. In breve l'entourage del gruppo si espande fino a diventare una numerosa comune hippie, domiciliata al 710 di Ashbury Street, uno stabile nel cuore di San Francisco.
Quando nel 1967 esplode il fenomeno del flower power e sboccia la Summer of Love, i Grateful Dead sono ormai un gruppo di punta del nuovo movimento musicale californiano. Sono una grande famiglia hippie, a cui appartengono anche il grafico Rick Griffin e il chimico-tecnico del suono-factotum Owsley Stanley, e a cui si aggiungono un secondo batterista, Mickey Hart (1950, Long Island, New York), e il paroliere (amico di vecchia data di Garcia) Robert Hunter (1938, Stati Uniti).
Un contratto con la Warner Bros. consente loro di approdare all'album d'esordio The Grateful Dead (marzo 1967), che non cattura tuttavia l'essenza del loro variopinto stile. Le cose vanno meglio con l'arrivo del tastierista Tom Constanten per Anthem Of The Sun (luglio 1968) e Aoxomoxoa (giugno 1969), due tra gli album-manifesto del periodo dorato della musica californiana e del rock psichedelico, in cui prevalgono lunghe composizioni all'insegna della improvvisazione più libera e allucinata.
È però dal vivo che la band dà il meglio (una costante di tutta la carriera): testimonianza ne è Live/Dead (novembre 1969), mitico doppio live illuminato da una visionaria versione di 23 minuti di "Dark Star" (uno dei cavalli di battaglia di tutta la loro storia), che ben ne rappresenta la vibrante attitudine psichedelica. La loro presenza nei maggiori festival di fine anni '60 (dal Monterey Pop Festival a Woodstock) li rende un simbolo del perpetuarsi dello spirito di quel periodo anche negli anni seguenti.
I due splendidi Lp del 1970 Workingman's Dead (maggio) e American Beauty (novembre) segnano un cambiamento di rotta verso atmosfere più acustiche, legate alle radici: le solari ballate sono guidate da melodie più riconoscibili ("Uncle John's Band", "Casey Jones", "Black Peter", "Truckin', Ripple") e contribuiscono ad allargare sensibilmente il seguito della band.
L'attività dal vivo è ormai primaria e nel giro di poco tempo escono infatti due live: Grateful Dead Live (ottobre 1971, doppio, originariamente chiamato "Skull Fuck", titolo poi bocciato dalla casa discografica) e Europe '72 (novembre 1972): quest'ultimo triplo segna l'ingresso in organico del tastierista Keith Godchaux (1948, San Francisco - 1980, Marin County, California, Stati Uniti) assieme alla moglie Donna (1947, San Francisco) in sostituzione dei dimissionari Constanten e Ron "Pigpen" McKernan (quest'ultimo, fortissimo bevitore, muore l'8 marzo 1973 per una malattia al fegato).
Proprio a Pigpen è dedicato History Of The Grateful Dead Vol. 1 (Bear's Choice), raccolta dal vivo contenente materiale inciso nel '70. Il titolo è ingannevole: non vuole essere un'antologia e, in più, non viene seguito da alcun vol. 2. Il "Bear" citato è Owsley Stanley.
Nel 1973 si esibiscono con straordinario successo di pubblico, insieme a The Band e The Allman Brothers Band al festival di Watkins Glen, ma nonostante il memorabile evento, il successivo album Wake Of The Flood - il primo inciso per la neonata, personale etichetta "Grateful Dead" - mostra una pur leggera stanchezza creativa.
I primi anni 70 sono caratterizzati da un'intensa attività solistica di tutti i musicisti del gruppo, impegnati in prove discografiche e numerose collaborazioni di altalenante rilevanza. Tra tutti spicca Garcia (gennaio 1972), in cui sono contenuti brani memorabili che in breve entrano a far parte anche del repertorio live della band ("Bird Song", "Sugaree", "Loser", "To Lay Me Down").
Nonostante un breve ritiro dall'attività concertistica (1974-1976), per tutti gli anni '70 il gruppo confeziona album quali Grateful Dead From The Mars Hotel (giugno 1974), Blues For Allah (settembre 1975), Terrapin Station (luglio 1977), Shakedown Street (novembre 1978), che lasciano perplessi perfino i più ferventi ammiratori, a testimonianza di un periodo poco ispirato. Nel 1977 esce anche What A Long Strange Trip It's Been, una doppia antologia del periodo Warner (1967-1972).
I concerti continuano a essere la forza principale della band, che nel 1978 arriva addirittura a esibirsi in Egitto: la magia dell'avvenimento all'ombra della Grande Piramide viene ulteriormente accentuata da un'eclissi lunare. Il concerto è interamente registrato, ma non viene mai pubblicato.
Nel 1979 i coniugi Godchaux abbandonano (Keith muore il 14 luglio 1980 in un incidente d'auto) e l'ingresso del tastierista Brent Mydland (1953, Monaco, Germania - 1990, Lafayette, California, Stati Uniti) rivitalizza l'impianto sonoro della band, che con Go To Heaven (aprile 1980) torna a produrre un buon album di studio. Una serie di interminabili concerti al Radio City Music Hall di New York e al Warfield Theatre di San Francisco fruttano materiale per due ottimi doppi live pubblicati l'anno seguente (l'acustico Reckoning e l'eclettico Dead Set) e un film-concerto pubblicato (nel 1982) anche in videocassetta (Dead Ahead Live).
Negli anni 80 si dedicano quasi esclusivamente ai concerti, limitando le uscite discografiche ai progetti solistici. Nel gennaio 1985, Garcia viene arrestato al Golden Gate Park di San Francisco per possesso di eroina e nel luglio 1986, 15 mesi dopo un intenso programma di cura disintossicante, collassa per cinque giorni rischiando la morte per coma diabetico dovuto all'abuso di stupefacenti. Ma nel 1987 è di nuovo alla guida del gruppo per In The Dark (luglio 1987), brillante prova in studio che, grazie all'hit single "Touch Of Grey", sarà l'unico loro album a far registrare una significativa presenza nelle classifiche americane. Tutto ciò mentre i Dead suonano da backing band per Bob Dylan (esperienza da cui scaturirà il criticato Dylan & The Dead).
Alla fine degli 80 vengono attribuiti numerosi riconoscimenti a Garcia, che si rivela attivissimo anche con altre formazioni: la critica evidenzia gli ottimi album dal vivo Almost Acoustic (dicembre 1988) attribuito alla Jerry Garcia Acoustic Band e Jerry Garcia Band (1991), quest'ultimo impreziosito da estese versioni di brani di Bruce Cockburn, Bob Dylan, Smokey Robinson, The Beatles, The Band, Los Lobos e altri.
L'ultima, deludente prova in studio del gruppo è Build To Last (ottobre 1989), a cui fanno seguito il buon live Without A Net (settembre 1990, contenente un'accattivante versione di "Dear Mr.Fantasy" dei Traffic) e una serie di pubblicazioni dal vivo emesse dalla loro etichetta: si tratta delle registrazioni dei migliori concerti ritrovati negli archivi e, tra tutti, vanno ricordati One & Two From The Vault (aprile 1991) e la nutrita serie Dick's Picks. Altre imperdibili pubblicazioni ufficiali dal vivo sono Hundred Year Hall (settembre 1995, doppio cd con un concerto del 1972 dallo stesso tour da cui è estratto Europe '72) e Dozin' At The Knick (ottobre 1996, triplo cd tratto dal tour del 1989-1990).
Il 26 luglio 1990, a causa di un'overdose di cocaina e morfina, muore il tastierista Brent Mydland, sostituito nelle esibizioni dal vivo da Bruce Hornsby (1954, Richmond, Stati Uniti) e dall'ex-Tubes Vince Welnick (1952, Phoenix, Arizona, Stati Uniti): Ma la parola fine all'avventura Grateful Dead viene posta il 9 agosto 1995, quando Jerry Garcia viene trovato morto nella clinica di disintossicazione Serenity Knolls a Forest Knolls (California), in seguito a un attacco cardiaco.
Arista Years (1996) è un doppio cd antologico con brani tratti dagli album prodotti tra il 1977 e il 1990.
Jerry Garcia lascia una gran quantità di materiale inedito di stampo folk inciso con l'amico mandolinista David Grisman (è di rara bellezza il postumo Shady Grove). Il chitarrista lascia anche un piccolo ma altamente remunerativo impero (conteso a suon di udienze legali dalle due ex-mogli) costituito da linee di abbigliamento e svariati oggetti marchiati "The Grateful Dead".
(tratto da La Storia del Rock)



