Iver & The DrIver

Samples And Oranges

2006 (Ghost Records) | elettronica, folk

L’Abruzzo è terra di contrasti, il Gran Sasso e la costa adriatica, monti e mare, asperità e dolcezza; abruzzesi sono anche gli Iver & The DrIver, al secolo Giustino Di Gregorio e Paolo Marini, il primo esperto campionatore con all’attivo anche un album omonimo prodotto dal grande John Zorn, il secondo musicista e cantante in passato militante in diverse formazioni indie-underground (Orange Indie Crowd, Famous Player). Amici da tempo, Di Gregorio e Marini fanno nascere questo “Samples & Oranges”, loro album di debutto sotto la sigla Iver & The DrIver, proprio dal grande contrasto tra le loro esperienze e attitudini musicali, costruendo un disco in cui cercano di armonizzare la disumanità dell’elettronica campionata con il calore del folk acustico.

Più che l’iniziale “The Scene Of The Park”, in cui gli elementi glitch di Di Gregorio vengono tenuti separati dalla canzone per chitarra e voce di Marini, ben più complessa e forse indicativa degli intenti del gruppo è la seconda traccia, in “Second Hand Decision” poche note di un piano da “Köln Concert” e delicati arpeggi di chitarra si immergono in un bagno di suoni tecnologici in maniera molto interessante e convincente. In seguito però le manipolazioni elettroniche di Giustino vengono messe un po’ da parte, se si eccettua qualche tocco leggero infatti “A Wrong Song”, “Sketches & Photos” e “In The Middle Of…” sembrano partorite dagli XTC in unplugged , folk acustici abbastanza innocui.

Nella seconda metà di questi trenta e rotti minuti, gli Iver & The DrIver sembrano però trovare la loro formula ed è in canzoni come “The Melotronic Avenue” che Nick Drake e i Kraftwerk flirtano davvero amorevolmente ma anche in “Word On A Red Balloon” e “The One Born In The ‘70” l’amalgama tra elettronica e acustica funziona in modo compiuto. Sono questi gli episodi migliori dell’esperimento tentato da Di Gregorio e Marini.“Samples & Oranges” infatti non è un disco pienamente riuscito, gli Iver & The DrIver riescono solo in parte a mescolare bene i loro elementi e a far convivere i loro contrasti in maniera costruttiva; in molti episodi, forse leggermente titubanti, mantengono gli ingredienti un po’ troppo separati e così facendo il cocktail rimane solo negli intenti ma l’album rimane comunque un esordio apprezzabile.


(18/11/2006)

  • Tracklist
  1. The Scene Of The Park
  2. Second Hand Decision
  3. A Wrong Song
  4. Sketches & Photos
  5. In The Middle Of…
  6. I Don’t Feel
  7. The Melotronic Avenue
  8. Words On A Med Balloon
  9. The One Born In The 70’s
  10. Our Sophomore Year
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