Anti Atlas

Between Voices

2007 (One Little Indian) | chill-out, art rock

Chris Hufford non è uno dei manager musicali più amati, hippy trasognato e istintivo pieno di devozione  per i suoi idoli e i suoi colleghi, ha avuto purtroppo l’intuizione che è mancata a manager più preparati ed esperti: lui è l’uomo che ha dedicato la sua vita ai Radiohead.

Quando Ned Bigham ha proposto una orchestra chill-out, per Hufford è stato il biglietto da visita per ritornare a progettare musica. L’esordio ”Future Nostalgia” vedeva Chris meno coinvolto, e il suono era più legato a un art-pop easy, piacevole, ma poco innovativo.
Un progetto che scava in solchi gia aperti aveva bisogno di osare per lasciare il segno, anche in seguito all’interesse suscitato da “Caves”, una delle tracce più riuscite dell’esordio.

Se Ned non poteva rinunciare al suo amore per Mahler, Debussy, Bruckner, a integrare il raggio d'azione potevano essere le suggestioni alla This Mortal Coil che affascinavano Chris, che, forte della sua esperienza con Slowdive e Chapterhouse, ha introdotto suoni più intensi, spostando l’asse sonoro verso trame più complesse.
Hanno campionato suoni classici e orchestrali anche 300 volte prima di trovare il feeling giusto per assemblare “Between Two”, l’album strumentale divenuto poi la base per “Between Voices”.

Le accuse di "già sentito" sono da mettere in preventivo, ma il salto qualitativo dall’esordio molto easy-listening al più corposo progetto attuale (diviso in due album complementari) è enorme, al punto che sembra di ascoltare due gruppi differenti.
Già l’iniziale “Wait For Me” (“Azrou”) rende esplicita la profondità del nuovo corso, che sembra evocare i Blue Nile di "Hats". Anche la varietà delle voci proposte rende tutto più sfaccettato e ricco.
“It’s a Shame“ ("Sefrou") vede la voce di Gemma Hayes valorizzare uno dei brani più freschi, mentre a Kalli (gia seconda voce nel brano d’apertura) è affidato uno degli episodi più minimali e suggestivi, ”Dead Moon On The Rise” ("Mapudah").

L’italiano The Niro è stato coinvolto per rendere al meglio l’atmosfera quasi araba della splendida “The Traveller” ("Coro"), molto travagliata nel suo romanticismo quasi gotico. La norvegese Kristin Fjellseth sospende le emozioni più raffinate cantando nella sua lingua la gelida e affascinante “On The Bottom Of The Sea” ("Melilla").
Il resto scorre piacevole con tutti i limiti e pregi del chill-out, in bilico tra sottofondo ed emozioni raffinate, dando vita a un'opera compatta, senza sobbalzi ma anche senza noia.
Difficilmente eleggerete questo cd tra i migliori dell’anno, ma vi ritroverete ad ascoltarlo spesso con piacere, anche se l’intenzione del duo di realizzare un progetto alla This Mortal Coil è ancora lontana dal traguardo.

P.S. Essendo il progetto "Between Voices" costruito sul precedente album strumentale "Between Two", sono stati indicati tra parentesi i titoli del corrispettivo strumentale.

(23/11/2007)



  • Tracklist
  1. Wair For Me
  2. It's A Shame
  3. Cool Is The Night
  4. Broken Doll
  5. Dead Moon On The Rise
  6. On The Bottom Of The Sea
  7. The Traveller
  8. Spring Lullaby
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