Neko Case

Middle Cyclone

2009 (Anti) | alt-country

Energica, sexy e rossa fiammante. Non stiamo parlando di una nuova auto prodotta negli stabilimenti di Maranello, ma dell’ultima incarnazione di Neko Case, l’amazzone più amata d’America. Come volevasi da copertina: lei inginocchiata sul cofano di una Mercury Cougar sul punto di affrontare, spada in resta, i suoi detrattori (o di difendere i suoi ammiratori, quien sabe?).

L’opera solista numero sei della virginiana, canadese d’adozione, segna un piccola sterzata stilistica rispetto al passato recente: un suono più tradizionale e meno alternativo, più roots e meno indie, un’etica votata al recupero di un equilibrio naturale come antidoto al parossismo dei grandi conglomerati musicali urbani. Non a caso, fedele a suo modo alla consueta prassi del do-it-yourself che la contraddistingue orgogliosamente da inizio carriera, Neko ha registrato gran parte del materiale nel granaio della sua fattoria nel Vermont e questa schiettezza ariosa e bucolica s’è riversata in buona parte anche nelle modalità compositive e nella scelta degli arrangiamenti.

Con piano, archi e chitarre acustiche in evidenza e con il contributo di guest affezionati, fra cui M. Ward, Garth Hudson (storico organista della Band) e vari membri di Calexico, Giant Sand, Los Lobos e New Pornographers, il disco si snoda florido, sostenuto e lussureggiante fra country-(power)pop a briglia sciolta come “People Got A Lot Of Nerve” e “This Tornado Loves You”, l’epica marziale e raffinata di “Polar Nettles”, il picking folk crespo, insistito e i riverberi onirici di “Vengeance Is Sleeping”, le “Calexico-oriented” “Middle Cyclone” e “Fever”, il country-rock elettrico di “I’m An Animal” e “Red Tide”. Poi altre rinomate specialità coltivate nei terreni ubertosi della “Case's Farm”: due cover brillanti come la versione filarmonico-campagnola di “Never Turn Your Back On Mother Earth” degli Sparks (riuscitissima) e la piccola torch-song da saloon di “Don’t Forget Me” (di Harry Nilsson); riprese dal country-noir più cupo e fumigante di quello che rimane il suo cavallo di battaglia “Lullaby For Furnaces” (2000) come “Prison Girls” e “The Pharoahs” (marchi di fabbrica: l’atmosfera sospesa alla Badalamenti, i twang lunari e la voce echeggiante).

Un pezzo forse minore nella galleria discografica della Case, questo “Middle Cyclone”, ma nell'insieme riscattato da una scrittura sufficientemente varia e senza cedimenti, dal suo cavalleresco ardore da virago del nuovo country e da una voce fra le più belle che questo genere musicale abbia mai annoverato.

(02/03/2009)

  • Tracklist
  1. This Tornado Loves You
  2. The Next Time You Say Forever
  3. People Got A Lot Of Nerve
  4. Polar Nettles
  5. Vengeance Is Sleeping
  6. Never Turn Your Back On Mother Earth
  7. Middle Cyclone
  8. Fever
  9. Magpie To The Morning
  10. I'm An Animal
  11. Prison Girls
  12. Don't Forget Me
  13. The Pharaoahs
  14. Red Tide
  15. Marais La Nuit
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