OndaRock



1. The One After Eyes
2. Never See You Anymore
3. In Hell
4. Wind, Wind, Wind / Take A Look
5. Incidental Arrangement
6. Fruzstration

 

ADAM PAYNE

Organ
(Holy Mountain) 2009
alt-rock, psichedelia
Leader dei Residual Echoes, Adam Payne (già collaboratore dei Comets On Fire) questa volta corre da solo. E ha pure ragione da vendere.
In bilico tra indie-rock spumeggiante, sortite lisergiche e pop dissezionato con spirito gagliardo, “Organ” fa la sua bella figura pur senza scompaginare chissà cosa. Ci si contenta e si gode, insomma. E lo si fa in compagnia di John Frusciante che s'intrufola tra le fila dei Dinosaur Jr., mentre le chitarre sature di fuzz se la spassano un mondo (“The One After Eyes”). Ma questo vuole essere un disco, a suo modo, eclettico, incapace, dunque, di ripetersi, di battere il ferro finché è caldo.

Prendi, quindi, Bruce Springsteen e Bob Seger e mettili su un'auto lanciata a tutta birra lungo una strada di periferia: l’assalto rock’n’roll sarà bruciante, impavido, quasi prossimo a farsi rivelazione elettrica e assoluta (“Never See You Anymore”). Payne non inventa niente, sembra quasi scontato doverlo ripetere. Ma, forse, non è questo lo scopo che il nostro uomo si è prefissato.
Probabilmente, invece, c’è più la volontà di farsi un giro tra le tante passioni giovanili, di prendersi un bel momento di pausa, baloccandosi tra ballate pianistiche che osano scimmiottare “Sloop John B” dei Beach Boys (“In Hell”), power-pop sbilenchi (“Wind, Wind, Wind / Take A Look”) e deviate imponenze soul (“Fruzstration”).

Eppure, non di solo divertimento si vive. Quando arriva il momento di “Incidental Arrangement” è tempo di applausi. Visionaria, insaziabile dissertazione, “Incidental Arrangement” cala lo spirito della frontiera tra mulinelli hard-psichedelici prossimi a sfondare il muro del punk-noise. Direttamente nella tracklist dell’anno, ci mancherebbe!

(16/02/2009)