Manorexia

Dinoflagellate Blooms

2011 (Ectopic Ents) | elettronica, musica contemporanea

Non è mai stato facile seguire l'evoluzione della musica di J.G. Thirlwell nelle sue varie incarnazioni e in una prolificità discografica che ha sempre concesso poco o nulla al grande circolo mediatico del music business. Il quarto disco a nome Manorexia dell'australiano si offre così come l'ennesima fatica incurante di mode e tendenze attuali.
Possiamo scegliere di valutarlo secondo due prospettive diverse, inserendolo banalmente nella lista dei progetti a uso e consumo dei soli fan (come spesso accade tra gli ascoltatori che si attengono alla logica del download bulimico) oppure isolandolo e ascoltandolo in se stesso, mettendo da parte superficiali toni assolutistici o confronti che di frequente lasciano il tempo che trovano, oltre a mancare di un autentico rigore selettivo. Ovviamente, procederemo per la seconda via, premiando la cura e la disciplina con le quali Thirlwell ha plasmato la sua nuova creatura sonora.

 

"Dinoflagellate Blooms" non cambia ma piuttosto rimescola le carte di una formula strumentale che ha caratterizzato in gran parte la produzione del Nostro nell'ultimo decennio e che qui trova la sua più completa e definitiva maturazione.
Suggestive sculture ambientali si avvicendano a momenti che aggiornano l'orchestrazione dell'esperienza Steroid Maximus in modo epico e visionario. Thirlwell non prova nessun tipo di timore reverenziale nei confronti del materiale della tradizione colta, come invece potrebbe succedere a un musicista sprovvisto di un bagaglio artigianale classico, non ha paura di sporcarsi le mani con dinamiche e passaggi che provengono dall'alto, lasciando fluttuare liberamente la sua immaginazione verso lunghe e minacciose depressioni materiche.

Immune ai condizionamenti dell'accademismo, Thirlwell si è concesso un'opera di ampio respiro fra sinfonismo magniloquente, campionamenti e ripescaggi nel repertorio della musica concreta con fare sconosciuto a qualsiasi esponente di spicco della musica industriale americana. Dopo il poco riuscito "Hide" nei panni di Foetus e, al contrario, l'azzeccato riarrangiamento per ensemble da camera di alcuni brani appartenenti ai primi due album di Manorexia, consigliamo a James George di gettare la prima maschera e continuare semmai l'esplorazione anarchica delle musiche contemporanee.

Pubblicato in proprio presso la Ectopic Ents, il packaging contiene al suo interno il cd in stereo e un dvd per assaporare il risultato in Dolby Digital 5.1. Acquistabile attualmente sul sito ufficiale dell'artista.

 

(03/07/2011)

  • Tracklist
  1. Cryogenics
  2. Anabiosis
  3. Ten Ton Shadow
  4. Krzystl
  5. A Plastic Island In The Pacific
  6. Hydrofrack
  7. The Perfect Patsy
  8. Hoarse Platitudes
  9. Vika
  10. Kinaesthesia
  11. Struck
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