Meg Baird

Seasons On Earth

2011 (Drag City / Wichita) | alt-folk, songwriter

Pare di conoscerla, Meg Baird: una per cui la musica "conta" davvero, che se l'è trovata attorno fin da piccola, con un bisnonno che compare in una delle prime pubblicazioni dell'illustre Archive of the American Folk Song, e non l'ha più lasciata. Musa degli Espers, ha poi dedicato alla musica, "cara compagna", il suo esordio solista; quasi totalmente una raccolta assai minimalista di cover di pezzi più o meno tradizionali, ma già si intuiva la promessa contenuta nella straordinaria espressività vocale della Baird, insieme al suo raro gusto chitarristico e alle sue capacità di compositrice. Tutto questo la rende una delle pochissime giovani cantautrici in grado di permettersi di pubblicare dischi solisti in senso quasi letterale.
Una promessa che si può dire pienamente mantenuta in questo primo lavoro solista "vero", non più una raccolta di registrazioni casalinghe, ma un album composto quasi del tutto di brani originali, registrati in studio.

La fusione tra tradizione americana e inglese è veramente magica, in questo "Seasons On Earth": tra il fiabesco gorgheggio di ninfa della Baird (ammaliante in "Stars Climb Up The Vine"), lo stile chitarristico spesso imparentato con Jansch e Drake (la stessa "Stars Climb Up The Vine", "Even Rain", etc.) e i misurati accompagnamenti di slide, dobro  e banjo scorre la corrente cristallina di un sapere musicale antico, che nella Nostra trova una nuova ansa.
Tra la magia ancestrale di Sharron Kraus (l'austero passo silvestre di "Share", che sboccia improvvisamente nel ritornello in maggiore) e la fragile e robusta emozione di Joni Mitchell (il dolce stornello di "Babylon"), la cantautrice del New Jersey si libra in meditazioni aeree ("Song For Next Summer") e incanta con un personalissimo, frugale calore ("The Finder").

Risplende anche l'interpretazione drakiana di "Friends" della Mark-Almond Band, così come la più inaspettata ma intensissima riproposizione di "Beatles And The Stones" degli House Of Love: solo un'artista come la Baird saprebbe far risuonare così quel "Beatles and the Stones/Made it good to be alone".
"Seasons On Earth" ha insomma quel carattere pensosamente emotivo, quella calligrafia dalle lettere dorate (e occhio agli svolazzi, come le battute, che sembrano non finire mai, della ritmica di "Stream"), quelle piccole oasi di poesia (come il duetto tra acustica e dobro di "The Land Turned Over") che sono proprie solo di chi è in pieno controllo non solo di ogni suo strumento, preso singolarmente, ma anche della somma di questi; della propria musica, in fin dei conti.

(19/12/2011)



  • Tracklist
  1. Babylon
  2. Stars Climb Up The Vine
  3. Share
  4. Even Rain
  5. Friends
  6. Beatles And The Stones
  7. The Finder
  8. The Land Turned Over
  9. Stream
  10. Song For Next Summer
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