Terzo capitolo del gruppo di Portland, terza porzione di pop americano influenzato dalla psichedelia vista attraverso il caleidoscopico sguardo della new wave.
Un album dove Cure e Flaming Lips accordano batteria e chitarre creando atmosfere svogliate e aride, mentre il fantasma di Prince innesta inquietudine e agita le trame della scrittura.
I Nurses si allineano al pop low-fi che Mgmt e Animal Collective hanno trascinato verso la gloria, aggiungendo però una serie di spunti interessanti e personali. Come moderno Nosferatu, il gruppo estrae da queste band la linfa vitale per un pop indolente e ricco di sfumature.
Solare come un giorno d'estate californiana, intrigante come un wine party, "Dracula" è un organico pop dalle molteplici anime. Aaron Chapman non interrompe l'esplorazione di stili e approda a una lettura psychedelic-gothic che accoglie pulsioni anni 70 all'interno di resti di new wave grezzi, ma per nulla celebrativi o indulgenti.
L'album è ricco di melodie appiccicose, movenze feline che flirtano col pop anni 80 ("You Lookin' Twice") e col funky (la sbarazzina "Trying To Reach You").
Divertirsi è obbligatorio. Lo scambio di ruolo diventa stimolo creativo per i musicisti, che rinunciando all'identità di batterista o chitarrista si aprono a soluzioni sonore naïf e stuzzicanti. Ecco così sgorgare all'improvviso un mare di note e archi che incornicia il malinconico refrain di "Eternal Thrills", una delle pagine più riuscite dell'album.
Qualche incertezza ritmica attenua il fascino di alcuni brani. "Extra Fast" e "New Feelings" restano al palo, mentre per converso "Fever Dreams" e "So Sweet" vivono su beat armonici e trascinanti che rileggono il fascino delle canzoni estive attraverso un mix sapiente di synth e suoni tribali.
"Dracula" è un album che convince non solo per un nugolo consistente di buone canzoni, ma anche per il sound: a volte figlio del folk psichedelico, a tratti evanescente come il suono di una radiolina da spiaggia assolata. Senza però abbandonare mai il tratto freak-pop che ha sempre caratterizzato la loro produzione.
Resta solo il dubbio che un punto di riferimento più organico sia assente. Manca quell'omogeneità che rende un buon insieme di idee un progetto completo e riuscito. I Nurses hanno molto da offrire e la loro creatività mutevole aggiunge sempre il brivido dell'imprevisto, ma il loro apogeo è ancora lontano. Quel che di buono e creativo offre "Dracula", in ogni caso, strappa un sorriso. E un applauso, nell'attesa dell'estasi.
(30/01/2012)


