Opaque Nature

Open Up Your Heart

2012 (Self-released) | folk-pop

Forse ci arriveranno, se qualche etichetta metterà le mani su di loro, com'è prevedibile, alle deflagrazioni ormonali dei Mumford And Sons. Per adesso ci godiamo la "natura opaca", sensibile e uggiosa, dell'esordio autoprodotto di questo gruppo di giovanotti inglesi, riunitisi da qualche parte nelle Midlands, che sì ammicca alle star col cappello di paglia, ma sempre con una grazia, un'innocenza che non ha molto a che spartire col melodramma perenne di Mumford e figli.
Un'acustica quasi sempre arpeggiata, qualche sparuta nota di piano, armonizzazioni appena accennate e un tocco gentile su piatti e tamburi accompagnano le semplici, rurali canzoni degli Opaque Nature, il cui linguaggio, sia letterale che musicale, è spesso quasi ingenuo, e non può non conquistare. Come in band di grandi speranze come gli Stornoway, è un'impronta caratteriale che non si traduce in banalità, o in soluzioni affrettate.

"Open Up Your Heart" ha infatti quel carattere espansivo che sembra contrapporre l'approccio folk britannico a quello statunitense, quella costante ricerca melodica che negli Opaque Nature diventa vero e proprio pop (non è un tabù che questi gruppi siano quanto di più vicino esista alle boy band anni 90 in questo momento, si vedano certe linee vocali di "The Mourning" e "Secret"). Il falsetto indifeso di "Hold On", l'emozione elementare delle sue vibrazioni acustiche riverbera in quello che sembra un Gibbard adolescente nella bella "The Seaside", che interrompe (o amplifica, a vostro giudizio) il suo message in a bottle molto Hornby-iano con un finale dancey di tastiera.
Effetti elettronici molto naif sono disseminati infatti per tutto il disco, nell'intermezzo di vocoder di "Ring Out The Bells", nell'iniziale "Get Your Hopes Up", il che non toglie freschezza al disco, ma la acuisce. Lo stesso fanno i ricorsi al rollìo post-rock di quest'ultima e di "The Unknown".

L'ariosità melodica di "Open Up Your Heart" riporta, su tutti, agli Hey Marseilles, alle loro mareggiate amorose in tempo dispari ("Mixing The Colours", "How Much Older We've Got", che ancora si conclude con un accenno di elettronica).
Certo, la sensazione che questo esordio degli Opaque Nature sia solo un fortunato preludio a un approdo commerciale del tutto depauperato di questa onestà, di questo tepore amicale che commuove e conquista, è forte. Ma per adesso ci si può solo augurare che sfuggano alle trappole dei meccanismo della next big thing e mantengano il proprio cuore puro, magari aumentando le proprie soluzioni di arrangiamento.




(19/03/2012)



  • Tracklist
  1. Get Your Hopes Up
  2. Fire
  3. Secret
  4. How Much Older We've Grown
  5. Open Up Your Heart
  6. Mixing The Colours
  7. The Unknown
  8. Ring Out The Bells
  9. The Mourning
  10. Hold On
  11. The Seaside
Opaque Nature su OndaRock
Recensioni

OPAQUE NATURE

Looking Up

(2015 - autoprodotto)
Ritorno a sorpresa della band di Coventry, con otto tracce di pura fede

Opaque Nature on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.