Ed eccola, dunque, la seconda parte del concept alchemico inaugurato da “Oro – Opus Primum“. Seconda parte che, sostanzialmente, continua a miscelare heavy-psichedelia e stoner, aggiungendo quel pizzico di space-rock che già dall’iniziale “Oroborus” contribuisce a dislocare la formula verso dimensioni altre, a destabilizzarne la magniloquenza in grazia di una tensione visionaria che si fa apprezzare, pur senza molto clamore.
Bisogna infatti rilevare che, nonostante gli sforzi fin qui profusi, Vita, Urlo e Poia non hanno mai detto qualcosa di veramente importante nell’ambito di competenza, sostanzialmente macinando sonorità poderose all’interno di composizioni che, gira e rigira, finiscono per essere perfettamente ingoiate dalla tradizione di riferimento.
Confermando un’idea guida già sviluppata nei lavori precedenti, il trio di Tortona continua a strutturare i suoi brani secondo un alternarsi di panoramiche evocative e rudi esplosione sabbathiane, partendo comunque sempre da un indefinito punto-zero, da una sorgente apparentemente placida e sorniona. “Luxon”, la truce “Sulphurdew” (che, ad un certo punto, si libera in un corale tribale), le scosse diluvianti di “Sublime” e “Deityrant” completano un quadro potente ma in definitiva poco avvincente, ormai piuttosto scontato.
28/08/2012
Un monolite di 45 minuti per il ritorno del trio di Tortona
Il trio di Tortona, sempre più heavy e psichedelico, ritorna con la prima parte di un ambizioso concept
Settimo disco per il trio piemontese, tra sludge-doom e hard-psichedelia visionaria
Il decimo album con cui la band piemontese celebra il suo venticinquesimo anniversario
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio