Viridanse

Gallipoli 1915 e altre storie

2012 (Oltrelanebbiailmare) | darkwave

Una storia di pochi anni, tra il 1984 e il 1988. Due dischi, alcuni demo e registrazioni in studio interrotte, per uno dei tanti progetti perduti nella storia della wave italiana.
Nati ad Alessandria, figli adottivi ideali dell’atmosfera fiorentina dei primi Litfiba e della Siberia dei Diaframma, Paolo Boveri (voce e chitarra) , Flavio Gemma (basso) , Enrico Ferraris (chitarre) ed Antonello Debellis (batteria e percussioni) riuscirono a disegnare due dischi iconici per il post-punk italiano più oscuro e sotterraneo.

La ristampa raccoglie la produzione completa del progetto che consistette nell’Ep “Benvenuto Cellini” (del 1984), e nel loro unico Lp “Mediterranea (1985, entrambi per la storica Contempo), oltre a diverse registrazioni live e alla demotape "Psycho Session" del 1987, ultimo atto artistico del gruppo prima dello scioglimento.
Del primo non possiamo certamente dimenticare “Vaso Cinese” e “Justine”, due brani che segnarono la dark-wave con i loro ritmi striscianti e stridenti, avvolti da un velluto nero sensuale, mentre un passo marziale veniva insanguinato più e più volte da giri di chitarra post-punk. Due composizioni tanto legate alla scena italiana quanto a quella inglese di Joy Division e Cure; influenze che si evidenziano meglio in brani live come “Nuova Dimensione” o “Manifesto”, ma che vengono poi superate nell’affascinante delirio cacofonico di “Gallipoli 1915” e nell’epilessia esoterica di “Ixaxar”.

Il successivo “Mediterranea” mostra una band cresciuta a livello compositivo. Canzoni e tematiche più legate e interconnesse fra sé, una maggiore cura alla struttura melodica e un’attenzione particolare al fascino letterario. Ciò che ne nasce è un disco ambiguo per certi versi: influenzato talvolta troppo pesantemente dallo stile vocale di Pelù e ripulitosi della sua malinconia noir, si riprende in ottime canzoni come la frenetica rincorsa chitarristica de la “Dolce Vita”, la spensierata dolcezza della title track o nella fantasmagoria elettrica di “Terra di Sempre”.
Purtroppo una ricerca melodica forse troppo forzata riduce ottimi testi e spunti in composizioni interrotte nel loro animo, incapaci di chiudersi efficacemente; una malattia che ritroviamo anche nelle registrazioni finali della “Psycho Session”, in cui ormai le radici post-punk si son confuse a synth mielosi.

I Viridanse sono stati capaci - in quel brevissimo lasso della loro vita artistica - di scrivere alcune composizioni emblematiche della darkwave italiana. E anche le sperimentazioni talvolta poco riuscite, o sprovvedute, che hanno segnato la parabola finale del loro progetto, non ci devono far dimenticare l’eleganza, la poesia, l’ebefrenia e la rabbia inquieta che sono riusciti a incidere nel vinile.

(18/01/2013)

  • Tracklist
  1. Benvenuto Cellini
  2. Vaso Cinese
  3. Ultimo Canto
  4. Justine
  5. Nuova Dimensione
  6. Manifesto
  7. Dolce Vita
  8. Gallipoli 1915
  9. Ixaxar
  10. Nella Notte
  11. Più Lontano
  12. Frontiere
  13. Notte Chiara
  14. Sheherazade
  15. Corinna
  16. Dolce Vita
  17. Mediterranea
  18. Sulla Strada
  19. Desiderio Di Me
  20. Terra Di Sempre
  21. Deja Vu
  22. Morgana
  23. Guarda La Balena
  24. Fronte Del Porto
  25. Al Centro Del Mondo
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