Born Of Six

Svapiti

2013 (Important Records) | drone, minimalismo, hindustani classical music

Quando decidono di incrociare le loro esperienze musicali, l'italiana Amelia Cuni, la svedese Catherine Christer Hennix e il tedesco Werner Durand hanno in mente un suono capace di sintetizzare la musica classica indostana (detta Dhrupad), il minimalismo, la drone-musica e la just intonation. Il moniker scelto (Born Of Six) ha a che fare, del resto, con le sei parti del corpo che proprio nella musica Dhrupad entrano in gioco per la “formazione” di una nota (insomma: naso, gola, torace, palato, lingua e denti).

“Svapiti” (parola sanscrita che rimanda al “sonno” e alla "morte") è una lunghissima composizione (cinquantasette minuti scarsi, per la precisione) che ci immerge in un flusso sonoro ancestrale, in cui la voce della Hennix (ex allieva di Pandit Pran Nath e La Monte Young, oltre che collaboratrice di Henry Flynt), stratificata fino alla rarefazione più trascendentale, è cullata dalle texture estatiche di Durand e dai mistici vocalizzi della Cuni (che, ricordiamolo, ha studiato per oltre dieci anni In India con maestri quali R. Fahimuddin Dagar, Bidur Mallik e Dilip Chandra Vedi).
I primissimi minuti sembrano giungere direttamente dal fondo più abissale della terra, da dove riecheggiano invocazioni ipnotiche e placidi sussurri raga. Una lenta, quasi impercettibile ascesa conduce, quindi, verso un interludio ritualistico e, mentre la Cuni segue le tracce di un divino sempre enigmatico e sfuggente, tutt’intorno la musica risuona come un vento misterioso e primordiale.

Dopo il ventesimo minuto, la composizione inizia a diventare sempre più densa, anche grazie all’utilizzo di strumenti a fiato inventati per l’occasione da Durand. A questo punto, sembra di essere nel bel mezzo di una jam tra Colin Stetson e un William Fowler Collins folgorato da allucinazioni ascetiche. Un naufragio musicale che diventa sempre più dolce, un sentiero tracciato da vibrazioni che ci conducono dentro foreste di simboli senza tempo, dove anche le voci smarriscono la loro trama terrena per trasformarsi in simulacri esoterici. Ciò che resta è il rumore di fondo dell’universo, i fremiti scossi del cuore dinanzi all’impercettibile sillabare della Natura.

(15/12/2013)

  • Tracklist
  1. Svapiti
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