Jesse Woods

Get Your Burdens Lifted

2013 (Guns in the Sun) | americana

Il manto cangiante di un cavallo, oppure il disegno geometrico di una sella indiana; con un po’ d’immaginazione, la forma delle dune dell’Arizona, viste dall’alto. Ha lo spirito del fuorilegge, Jesse Woods (non a caso il suo nome è l’”abbreviazione” del più famoso di loro, Jesse Woodson James) e una capacità unica di immaginare storie, e di trasfigurare con aria sorniona, un po’ M Ward (il singolo, “Gold In The Air”, sembra preso da “Post-War”), un po’ meno Elliott Smith (“Danger In The Dancehall”) gli archetipi dell’Americana tradizionale.

In “Lazerburn” narra con grande afflato “fotografico”, un bel gusto per la scenografia degli strumenti (le percussioni come il battere degli zoccoli e lo scoppio delle pistole, il violoncello come improvvise folate di vento, un immancabile fischiettio morriconiano), gentili visioni d’amore.
In “Cold Blood”, la traccia più pop, sembra evocare il torrido sole texano col riverbero della cassa, con qualche verso buttato lì con nonchalance (“Somebody shoot me while I’m happy/ Feed me to sharks while I’m ahead”). Per finire poi a improvvisare un pezzo al pianoforte, che Woods rincorre mollemente tra miraggi e lontane suggestioni country-blues, come un Kurt Vile precipitato nel Far West (“Elijah”).

Forse non il disco più sorprendente dell’anno, anche se la scrittura e la composizione rimangono comunque sempre sopra la media. 

(16/08/2013)



  • Tracklist
  1. Walk Along Cattle Drives
  2. Cold Blood
  3. Broken Bottle
  4. Lazerburn
  5. Danger In The Dancehall
  6. Chain Gang
  7. Gold In The Air
  8. Elijah
  9. Tumbleweeds
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