Syclops

A Blink Of An Eye

2013 (Running Back) | disco, house, electro, future jazz

Chi vive e ha vissuto l'elettronica in maniera approfondita non potrà aver ignorato la carriera epica di Maurice Fulton. Esperienze di levatura eccellente in ambito house, una moglie dal passato fugace (Mu, da non dimenticare “Out Of Breach”) e una miriade di progetti paralleli da far perdere l'orientamento.
Fra questi c'è anche Syclops, collettivo – con lui un trio di muscisti finlandesi - creato nel 2005 sotto l'egida della Dfa con un interessante “I've Got My Eye On You” e lasciato poi da parte per un po' di anni. Con un pizzico di sorpresa scopriamo dopo quasi un decennio questo “A Blink Of An Eye”, secondo atto di stralunante pienezza.

Di non facile individuazione stilistica, l'album di Fulton e soci ricorda le opere di composizione elettronica totale che a suo tempo attuava Matthew Herbert da solista con la sua Big Band. House, disco, funk, techno, jazz; un frullato multiforme e plastico di tecnologia applicata alla musica in maniera fluida e naturale.
Ascoltando questo disco, si ha un senso di soddisfazione sonora che prescinde dai generi o dai gusti, la varietà tonale della tavolozza del gruppo è tale da lasciare attoniti. Strafare spesso conduce a passi falsi o a un amalgama poco omogeneo, qui invece l'estrema ecletticità è sorretta da un'esperienza di base che contiene sbavature o derive eccessive.

Si passa dalla techno martellante e alienante (il rantolare di “Unmatched”, le movenze funk di “Michele's H With C”) a bizzarre sperimentazioni contaminate con la disco (le space guitar di “Jump Bugs”), fino ad arrivare a forme mutate di deep-house (le tastiere ambient su base jazz di “Karo's B”). Non c'è limite alle soluzioni messe in atto, infatti è ancora il jazz a entrare in gioco con la coppia “5 In” e “Got To Get Up For Monday”, una marcia tambureggiante fra bleep, note da piano-bar e rintocchi sintetici in un tafferuglio sintetico di spessore universale, un vero piacere per chi ama sentire sempre qualcosa di nuovo.
Fra classicismi techno (rimbalzi standard per “Back When Lynn (The Classic)”) prende corpo la finale title track, un andirivieni di loop e giochetti di synth nel bel mezzo di una batteria che pare provenire da un bar della Chicago anni 30. Pacata e mossa da un ritmo che non esplode mai, la traccia si muove in perfetta sintonia ed equilibrio, trovando un punto di accordo fra due mondi apparentemente inconciliabili.

Oltre a consigliare l'album praticamente a chiunque, escluso chi non è curioso di ascoltare qualcosa di minimamente innovativo, questa recensione è dedicata a chi asserisce che la musica elettronica sia tutta uguale e fatta con due tasti, per smentire tali voci sarebbe sufficiente mettere su questo disco.

(20/09/2013)



  • Tracklist
  1. Unmatched          
  2. Jump Bugs         
  3. Karo's B         
  4. 5 In     
  5. Got To Get Up For Monday         
  6. Sarah's E With Extra P     
  7. Michele's H With C     
  8. Raj & Claire     
  9. Back When Lynn (The Classic)     
  10. A Blink Of An Eye


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