The Melodic

Effra Parade

2013 (Anti) | chamber-folk-pop

Finalmente la Anti comincia una campagna di svecchiamento del proprio roster, avventurandosi nel traballante mondo del folk-pop odierno alla ricerca di un nuovo purosangue. Tutto è partito dal singolo “On My Way”, di gran lunga il pezzo più accattivante e commerciabile di questo esordio de The Melodic, un rutilante inno da londinese travestito da gaucho boliviano, appetibilmente corale e chiassoso ma anche dalla scrittura lieve e consapevole.
Ed è così che l’etichetta americana, per il resto del tutto rispettosa dell’identità della band, si trova con una sorta di Leisure Society improvvisamente coinvolti in un’avventura sudamericana alla Wes Anderson (“Plunge”) nel proprio parco artisti.

I Melodic la ripagano con un disco che segna in positivo questi anni in cui la musica pop indipendente e non guarda favorevolmente a strumenti acustici, organici, ma anche a tradizioni musicali più o meno radicate. La band di Brixton (sobborgo a sud di Londra) è una vera famiglia Tenenbaum di musicisti: c’è chi ha studiato pianoforte, chi fa pratica di canto folk, chi compone musica elettronica, ma soprattutto c’è Rudi Schmidt, il frontman, che ha un amico mezzo cileno, che lo introduce alla musica andina, al charango (sorta di incrocio tra chitarra classica e mandolino). Rudi passerà mesi in Bolivia, studiando lo strumento, fino ad andare in tour con la National Folk Orchestra.
Inutile descrivere il grado di complementarietà degli arrangiamenti sudamericani con i brani Hemmings-iani del disco - è un turbine di colori che pare riprodurre le festose sfilate tradizionali di quei luoghi, intonate a passaggi di lieve intimismo (“Piece Me Back Together”).

Il lavoro chitarristico (così come quello di tutti gli strumenti) è sempre di primissimo livello, e impreziosisce i brani più uggiosi e riflessivi (“Dreams Of Air”, l’inno politico dedicato a Victor Jara) coi suoi duetti con la melodica, così come la voce di Rudi si relaziona con le armonizzazioni femminili (molto anni 30) di controcanto.
Agli arrangiamenti fa eco una scrittura limpida e suggestiva, come nella sorprendente danza di “Watch The World Turn Blue”, o nell’irresistibile “Come Outside”.

Si tratta insomma di un disco in cui niente è risparmiato, e quell’esplosione vitale che è il cardine del folk di successo di questi anni si esprime come più vera e profonda espressione di gioia, inneggiando a una vera rivoluzione interiore ed esteriore, senza mai indulgere in espedienti vaghi e facili.

(22/11/2013)



  • Tracklist
  1. The Last Thing You Said (intro)
  2. On My Way
  3. Imperfect Time
  4. Plunge
  5. Honey Bee (interlude)
  6. Roots
  7. Runaway
  8. Ode To Victor Jara
  9. Willow (interlude)
  10. Come Outside
  11. Lost To You
  12. Dreams Of Air
  13. Watch The World Turn Blue
  14. Piece Me Back Together
  15. Effra Parade (outro)
  16. On My Way (Radio Mix)
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