Gacha

Send Two Sunsets

2015 (Apollo) | ambient, chillwave

Non sarà propriamente legato al tramonto, il primo disco sulla lunga durata del producer Gacha Bakradze, eppure la scelta di un simile soggetto per il titolo, per giunta declinato al plurale, non è il frutto di una casualità, di un capriccio estemporaneo. Nel suo eterno ripetersi, il quotidiano calare all'orizzonte della nostra stella di riferimento ha travalicato epoche e peculiarità locali, facendosi tramite di una valenza simbolica universale, di una malinconica dolcezza che ha sì assunto varie sfumature nel corso del tempo, ma che ciò nonostante ha sempre mantenuto riconoscibili le sue caratteristiche di base.
Nel suo richiedere non uno, bensì due tramonti, il musicista georgiano, ma facente la spola tra Parigi e la sua Tbilisi, non soltanto pare voler affidare il proprio operato a un simile abbandono emotivo, ma tenta quasi di esaltare quest'ultimo, di amplificarlo a un punto tale da renderlo il faro guida della sua ispirazione, in una perfetta collimazione tra significato e significante. Nelle ripetute variazioni che coinvolgono l'assetto compositivo del lavoro, l'obiettivo può dirsi perfettamente raggiunto.

Prevalentemente strumentale, ma anche corredato di preziose linee vocali a cura di Natalie Beridze, stretta collaboratrice dell'artista e a sua volta autrice sotto lo pseudonimo Tba, il disco, slegato da logiche stagionali e più incentrato sull'impressione emotiva, sulla rielaborazione del sentimento, vive di un'ambience rarefatta ma composita, di stratificazioni morbide e vellutate, che all'unitarietà sonora preferiscono piuttosto quella tematica, rivissuta sotto angolazioni volta per volta diverse. Chitarre, sintetizzatori ed elettronica ricostruiscono dunque nel loro reciproco influenzarsi un non-luogo popolato da suadenti manifestazioni di intima nostalgia, agrodolci carezze elargite in punta di  plettro, visioni di perturbata serenità, disturbata esclusivamente per mantenere desta la coscienza verso quanto si agita nei paraggi. Non soltanto chillwave e dintorni, quindi, magari virata verso il debosciato onirismo dell'ultimo Washed Out: alla tavolozza sonica di Bakradze forniscono il proprio contributo tante colorazioni, talvolta anche in netto contrasto tra loro, organizzate però secondo una disposizione che le armonizza in un disegno fluido, lontano da pericolose asperità.

In questo senso, il passo più sostenuto che marchia episodi come la balearic minimale dal flebile tocco funky di “Street Talk”, oppure le cascate di accordi a gestione della title track (in cui la diafana vocalità della Beridze trova la sua performance più brillante e memorabile) non figura come una mosca bianca all'interno del lavoro. Anzi, in un'ottica più generale quelli sopra citati sono i momenti in cui il concept portato avanti da Gacha trova la sua massima estrinsecazione, al punto da rischiare di adombrare i restanti passaggi della tracklist.
Fortunatamente c'è sufficiente carne al fuoco per evitare di rimanere a bocca asciutta. Cesellato in ogni dettaglio, “Send Two Sunsets” fa valere con facilità il proprio peso specifico, sin dalla breve ouverture “Abandoned City”, in cui la matrice ambient di partenza, esaltata dall'utilizzo di una synth-harp, finisce con l'assumere sfumature ancora più candide e morbide, sulla scia delle prelibatezze arcane di Colleen. Dalla modulata rilassatezza, al confine con il drone, di “Bliss”, capitanata da riprese chitarristiche e rade scansioni di tastiera, alle scintille dai contorni dub di “Duras”, in cui l'impianto strumentale si fa più stratificato e affascinante che mai, il sommesso struggimento del producer lavora insomma di fino per individuare ogni volta il dettaglio, l'elemento schiacciante che porti alla luce una nuova particolarità da analizzare, da sfruttare nella sua forza.

Se vi troverete a commuovervi (giusto un pizzico, ché la musica di Gacha non ammette un trasporto di grosso impatto) con il taglio à-la Burial conferito ai sample vocali dell'ipnagogica “Let Me Love You”, la più umbratile e pensosa delle nove tracce, siete alla fine avvertiti, finanche giustificati. Senza ruffianeria o banali semplificazioni, l'esaltazione del sentimento di Bakradze ricama con una finezza che sa coinvolgere con pochissimo. Non serve davvero altro.

(04/08/2015)

  • Tracklist
  1. Abandoned City
  2. Waterfall (ft. Natalie Beridze TBA)
  3. Bliss (ft. Natalie Beridze TBA)
  4. Duras
  5. Send Two Sunsets (ft. Natalie Beridze TBA)
  6. Pulsing (ft. Natalie Beridze TBA)
  7. Let Me Love You
  8. Street Talk
  9. Blue Distance