Angel Olsen

My Woman

2016 (Jagjaguwar) | alt-folk-rock, power-pop, songwriter

Angel Olsen ha tanti meriti (o fortune), soprattutto quello di aver catalizzato l'attenzione verso la rinascita (se mai ci fosse stato un declino recente) del cantautorato femminile, nella sua accezione "slacker" o meno, con l'abrasivo ed eccentrico secondo disco "Burn Your Fire For No Witness". Piaciuto o meno, si trattava di una "opera prima" (almeno presso il grande pubblico) dal carattere divisivo, un'opera non scontata e che certificava la relativa indipendenza autoriale della Olsen.
Questo ritorno, "MY WOMAN", si muove verso uno stile decisamente più classico, in un difficile equilibrio con la proposta idiosincratica dell'americana.

Pur avendo spiazzato la sua platea con il primo singolo, "Intern", un numero Bush-iano, forse il più esplicitamente derivativo del suo repertorio, con la sua filastrocca finale in falsetto dai ben "delineati" e soprattutto riconoscibili contorni melodici, la Olsen riesce a mantenere la sua beneamata impronta "alternativa", anche sulla scorta di un languido e grave tono cameristico (il lungo manifesto "Woman").
Il tutto fa emergere il carattere "arrangiato" di questo terzo disco, in cui la calibrazione degli strumenti appare studiata ai limiti dell'artificioso, come anche le ostentate interpretazioni "espirate" e melliflue della Olsen.

A risultare nuovamente ed evidentemente carente, per non dire povera, è la scrittura dei brani, con motivetti power-pop anni Sessanta di scarsa soluzione ("Shut Up Kiss Me", "Never Be Mine"), e lunghe e canoniche tirate da diva (alt-)country (l'esiziale "Heart-Shaped Face", "Sister"), che sembrano risposte chitarristiche a Lana Del Rey. Per non citare altri brani prevedibilissimi, come la schitarrata anni 90 di "Not Gonna Kill You".

In generale, rimane quindi l'impressione di prodotto precotto e anabolizzato in studio da dosi massicce di infioriture strumentali - il tutto rende l'ascolto decisamente più conciliante, nel bene e nel male, ma la sostanza si è spostata davvero di poco.

(02/09/2016)



  • Tracklist
  1. Intern
  2. Never Be Mine
  3. Shut Up Kiss Me
  4. Give It Up
  5. Not Gonna Kill You
  6. Heart Shaped Face
  7. Sister
  8. Those Were The Days
  9. Woman
  10. Pops
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