Viene dal giro di Oldham, in qualità di membro della Cairo Gang, la nuova artista lanciata da Jagjaguwar: si tratta di Angel Olsen, che registra qui il suo secondo disco, frutto di una sessione piuttosto vivida e istintiva, dieci giorni di fuoco in North Carolina.
Tra nenie che cercano di conquistare col loro “vibrato” materno (la lunghetta “Enemy”, l’ovattata, jazzy “Iota”), la Olsen esplora nuovi territori e cerca di conquistare, sull’onda del riverbero, con l’outlaw country di “Hi-Five”, giocando col piglio, tra il broncio di Scout Niblett (il disadorno farfugliare ossessivo di “Unfucktherworld”) e suggestioni più alla Pj Harvey, in “Stars”.
La scrittura non brilla, anche se il numero di registri e di stili richiamati aumenta col numero delle tracce (il garage di “Forgiven/Forgotten”, le sfumature Velvet Underground della ballata country di “Lights Out”). Ma il tutto non riesce a mascherare, più che la medietà del songwriting, soprattutto i limiti espressivi della Olsen, intrappolata in un tono vagamente dolente e sanguigno, che si avvita su sé stesso senza mai trovare respiro in una melodia, se non in un momento di vera emozione.
09/02/2014
Rotta verso sonorità classiche per il nome più in voga del cantautorato femminile
Grandeur emotiva e ambizioni orchestrali nel disco della consacrazione per l'autrice di “My Woman”
La cantautrice del Missouri offre gli intensi originali, ridotti all'osso, dello splendido “All Mirrors”
Cinque rivisitazioni di classici anni 80 nel progetto più disteso della superstar indie
Il calore del country e la tradizione del pop per l'album più luminoso dell'autrice
Nella nuova puntata, tra gli altri, St. Vincent, Brett Anderson & Nadine Shah, Angel Olsen & Maxim Ludwig e i Glass Animals
Un set di musica scarna e onirica per chitarra e voce, tra alt-folk e tradizione, per la cantautrice del Missouri
La songwriter del Missouri presenta a Bologna il suo ultimo album "Burn Your Fire For NN
Il trio di Chicago ritorna con un solido lavoro tra post-rock e riff mastodontici
Eteree brevi riflessioni per un piccolo ma intenso album dream-folk con J. Mascis
Ennesimo album per l'artista di Laguna Beach che torna con riff massicci e il suo inconfondibile fuzz
Il quarto album del cantautore californiano è un amabile compendio soft-rock
Un concentrato travolgente di urgenza punk, chitarre cristalline e melodie folk destinate a restare
Secondo lavoro per il cantautore danese, tra chitarre intense e sensibilità pop
Il ricamo sonoro della memoria tra ambizione prog e geometrie pop-rock
Il ritorno a New York si traduce in un lavoro ispirato, dal fascino sofisticato e sottile