Eveline's Dust

The Painkeeper

2016 (Lizard Records) | progressive, neo-prog

Dopo il buon esordio con l'Ep "Time Changes" (2013), gli Eveline's Dust si ripresentano nel 2016 in formato long-playing con "The Painkeeper". Per l'occasione, il quartetto pisano formato da Nicola Pedreschi (voce, tastiere), Lorenzo Gherarducci (chitarra), Marco Carloni (basso) e Angelo Carmignani (batteria) mette a punto un concept-album dai toni fiabeschi e oscuri, dedicato alla poesia "Il custode dei dolori" di Federico Vittori, in cui ogni canzone rappresenta un capitolo a sé, legato agli altri dal filo di Arianna di un'unica trama narrativa. L'intero disco descrive, infatti, un villaggio tormentato dall'infelicità, i cui abitanti sono intrappolati in una vita inetta, sotto un cielo plumbeo e nuvoloso.

Proprio a questo punto fa il suo ingresso in scena uno strano profeta, dipinto in copertina dal giovane e talentuoso illustratore Francesco Guarnaccia, che lo raffigura come un guardingo Savonarola in maschera. Si tratta del Custode di Dolori ("The Painkeeper"), che promette ai paesani di liberarli dalle loro pene in cambio della loro totale condiscendenza. Ciò che gli uomini e le donne del villaggio inizialmente ignorano è il prezzo che dovranno pagare per la loro remissività. Il "Painkeeper" si è infatti portato via, assieme ai dolori, anche tutti i loro sogni, rendendoli così incapaci di immaginare una vita migliore. Si ritrovano, pertanto, ancora come persone paralizzate nelle loro esistenze, riscontrando una certa similitudine con la "Gente di Dublino" della penna di James Joyce.

La trama viene incanalata in nove canzoni, che fluiscono nell'alveo di molteplici influenze, sempre all'insegna di un prog-rock libero da estremi tecnicismi o inutili digressioni. La formula messa a punto dagli Eveline's Dust si basa piuttosto su un progressive "pulito", chiaramente ispirato ai padri fondatori del genere (King Crimson, Genesis, Banco del Mutuo Soccorso), filtrati però attraverso gli insegnamenti di Steven Wilson. Lo si intuisce già nell'energica aria di sortita ("Awake"), che ci trascina verso la title track, una ballata neo-prog dalle sfumature oniriche e ambigue, che può perfino portare alla mente gli ipnotici melodrammi dei Porcupine Tree. La strumentale "NREM" presenta poi un substrato ancora più profondo, reso instabile dalle voragini aperte dal sax dell'ospite Federico Avella.

Questa visione di un mondo malinconico, dalla patina grigiastra, viene celata dietro impressionanti cumulonembi dai quali emergono le saette della chitarra di Lorenzo Gherarducci, che si scaricano violentemente a terra nella prima parte di "Clouds", tenute a freno soltanto dall'isolamento elettrico della sezione ritmica.
Come da manuale del buon progressive, all'interno di ogni canzone convivono momenti introspettivi e perizie strumentali, ma a trovare una sorta di omeostasi tra queste due tendenze ci pensano "Joseph" e "A Tender Spark of Unknown", fissando l'atmosfera in un piacevole jazz-prog, capace comunque di mantenere alto il livello di pathos nell'ascoltatore.
C'è spazio anche per una scintillante ballata tastieristica ("Vulnerable"), intarsiata ulteriormente dalla voce di Carolina Paolicchi, un dolce preambolo al combo conclusivo ("HCKT", "We Won't Regret") in cui vi è il confronto finale tra i redivivi paesani e il Custode di Dolori.

Nell'album degli Eveline's Dust non c'è nessuna via d'uscita, c'è un sedicente "Painkeeper" e nessun "Painkiller" (antidolorifico), per usare un gioco di parole squisitamente british. Il percorso di rinascita dalla sofferenza viene affidato al singolo individuo, che viene così trasportato fino alla rivendicazione finale del proprio diritto di sognare. È un film in suoni, la cui morale viene stabilita dall'ascoltatore: che sia il rifiuto alla condiscendenza, il potere di dire anche "no" o, più semplicemente, il diniego dei falsi profeti. Le canzoni scorrono l'una dietro l'altra senza freni e, nonostante la giovane età dei musicisti coinvolti, il "sognante" esordio degli Eveline's Dust è davvero una bella prova di maturità coi piedi per terra.

(14/07/2016)



  • Tracklist
  1. Awake
  2. The Painkeeper
  3. NREM
  4. Clouds
  5. Joseph
  6. A Tender Spark of Unknown
  7. Vulnerable
  8. HCKT
  9. We Won't Regret




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