Teho Teardo & Blixa Bargeld

Nerissimo

2016 (Specula) | musica da camera, songwriter

Squadra che vince non si cambia. Tre anni fa l’entusiasmo attorno all’incontro artistico fra Teho Teardo e Blixa Bargeld fu pressoché unanime, e non era difficile immaginare che avrebbe trovato un analogo seguito, incoraggiato dall’accoglienza lusinghiera.
Gli anglosassoni lo chiamerebbero win-win: Bargeld, con Alva Noto prima e con il nostro Teho poi, ha trovato l’occasione di scostarsi dal ruolo di deus ex machina nei (pur amatissimi e militanti) Einstürzende Neubauten. Teardo affina le qualità di un artigiano che, dati gli elementi di partenza, sa già perfettamente come arrivare al prodotto finale e, grosso modo, che aspetto avrà.
E quel quadro composito che già costituiva “Still Smiling”, e che si sperava venisse scorniciato alla seconda prova, trova ulteriore conferma in “Nerissimo”, una raccolta se possibile ancor più impostata, imperturbabile nel suo andamento ordinato e regolare.

Un rigore che se in brani come “Axolotl” e “Buntmetalldiebe” veniva sopperito dall’istrionismo della voce – là veramente nerissima – di Bargeld, lo stesso non può dirsi di “The Empty Boat” (del maestro Caetano Veloso, nientemeno), già anticipata dal 12” in edizione limitata “Spring”; così anche nella traccia seguente, quella “bestia in gola” delle liriche rimane lì dov’è, quasi silente, rispetto anche all’irruenza del suo “Lament”.
“Ich Bin Dabei”, io sono qui, ripete un Blixa che invece è più distaccato che mai, mentre Teardo sèguita a dirigere pizzicati d’archi e stoccate col legno del tutto inespressivi, o un clarinetto basso esattissimo nell’eseguire la propria piatta scansione temporale (“DHX 2”, “Animelle”); era e rimane un impianto d’atmosfera, strettamente “da camera”, e in quanto tale nella camera oscura del cinema ha tutto il suo perché, mentre al di fuori di essa soffre moltissimo l’amputazione dal flusso filmico.
Scombinare le carte in un paio di episodi, con un impreciso cut-up della voce principale o l’aggiunta di grotteschi campionamenti dal pitch innaturale (“Ulgæ”) non può bastare a deviare il vagone da binari così solidi. E da ultimo, in tutta franchezza, la ripresa in lingua italiana della title track risente di una traduzione goffa e pedissequa, azzerando ciò che invece costituiva un incipit intenso.

Tutto qui ciò che hanno da offrirci i due Ambasciatori, nella stessa posa nel quadro di Hans Holbein il giovane, di stanza alla National Gallery: una riproduzione che seppure differisce nella decorazione pavimentale, aggiornata all’astrattismo di Pollock, nel contenuto non sa – o non vuole – sentirsi parte del proprio tempo.

(22/04/2016)

  • Tracklist
  1. Nerissimo
  2. DHX 2
  3. Ich Bin Dabei
  4. The Empy Boat
  5. The Beast
  6. Animelle
  7. Ulgæ
  8. Nirgendheim
  9. Give Me
  10. Nerissimo (Italian)
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