Ofeliadorme

Secret Fires

2017 (Ala Bianca / Warner) | alt-pop, dream-wave

È come riprendere un filo interrotto, un discorso lasciato in sospeso. E poco importa se nel mezzo sono passati quattro anni, un lasso di tempo non proprio trascurabile in una scena musicale che sputa fuori novità a tutte le ore. Però, dicevamo, affrontare un nuovo album degli Ofeliadorme è un po' come reimmergersi in quelle atmosfere calde e sfuggenti che il gruppo bolognese architetta ormai da un decennio con perizia e pura ostinazione. 

Ridotta a terzetto (Francesca Bono alla voce, Michele Postpischl alla batteria, Tato Izzia ai synth), la formazione felsinea continua a muoversi in quella terra di mezzo che sta da qualche parte tra il dream-pop, l'indie-rock, il trip-hop, un'elettronica speziata di wave e una spiccata indole per l'essenzialità del sound, sempre ai limite di una rarefazione che si fa a tratti quasi sacra.
Certo, la mano di Howie B, ormai amico di lunga data e - soprattutto - produttore dell'album, si avverte. Ma d'altro canto queste caratteristiche sono sempre state, fin dall'inizio, insite nella sigla Ofeliadorme. Tutto continua a ruotare attorno alla voce di Francesca Bono, salvo prendere via via direzioni diverse. Il soffuso lirismo del primo singolo "Alone With The Stars" torna a introdursi in quelle atmosfere oniriche e sospese (qua e là echeggiano gli Air) che sono un po' il marchio di fabbrica dei bolognesi, ma con un tocco e una classe superiori. Opposto è il versante su cui si inerpica "Visions", le chitarre impegnate a tracciare scenari oscuri sulla base sintetica; un implicito omaggio ai totem di sempre, i Blonde Redhead. "Black" si muove in punta di piedi, avvolta da un caldo tepore e da movimenti circolari, non una novità in senso stretto ma un perfezionamento di quanto già provato in passato. Una grazia innaturale che ritorna nella più fitta trama di "Birch", forse il capitolo maggiormente estroverso di questa scaletta.

Di certo, "Secret Fires" non è un lavoro "facile", anzi è forse più ostico rispetto ai due album che l'hanno preceduto. Richiede ascolti, attenzione, pazienza. È però quello di più alto spessore, un'opera che si schiude pian piano. Un gioiellino al solito destinato più a un pubblico internazionale che a quello dell'indie italiano. La seconda chiamata del SXSW lo conferma.

(27/03/2017)

  • Tracklist
  1. Alone With The Stars
  2. Body Prayer
  3. Black / Black / Black
  4. My Soldiers
  5. Birch
  6. Visions
  7. Feels
  8. Hairbrushings


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