Wil Bolton

Night Paths

2017 (Hidden Vibes) | ambient

Il tragitto ambientale che il musicista inglese Wil Bolton sta percorrendo negli ultimi anni è uno dei più prolifici e vari della scena britannica. Un vero compositore nomade che - nella sua lunga carriera - è approdato presso tutte le maggiori etichette specializzate in musica ambient del mondo. Lasciati alle spalle i grigiori di “February Dawn” (2016), Bolton si ritrova a pubblicare presso l’etichetta ucraina Hidden Vibes. Se la prolificità può averlo a volte penalizzato, il nuovo lavoro “Night Paths” sembra segnare un deciso passo in avanti in termine di ispirazione e capacità descrittive.

La capacità di Bolton di cesellare chitarra e musica ambient raggiunge qui il vertice della sua carriera, in un clima tra l’onirico e il pastorale di grande impatto poetico. Né asperità né spigolosità, bensì un flusso continuo di plettri, corde, synth e piano capaci di pennellare una gamma di colori di una varietà sorprendente. Una calma e una pace perfettamente in sintonia con i percorsi notturni immaginati e descritti. La prevalenza del suono della chitarra manipolata differenzia “Night Paths” dalla maggior parte dei lavori ambient contemporanei.

Non c’è paura né inquietudine; i percorsi notturni di Bolton sono dotati soprattutto di una grande chiarezza timbrica e di limpidezza dei suoni. Tutto è puro e cristallino, non contaminato da negatività. Tale è la chiarezza dei suoni che, a volte, le corde di chitarra ricordano quelle di un’arpa (“Parasols”). Ma il sogno è ovunque, a partire da “Yesterday's Clouds” con loop di piano, un etereo accordo di chitarra, anch’esso ripetuto e manipolato, e coro angelico come texture. Sprazzi di synth appaiono in “A Garden, Lost”, probabilmente la traccia più vicina ai Popol Vuh mai scritta da Bolton. Tutto è crepuscolo e nostalgia, atmosfere bucoliche e romanticismo non stucchevole, ma strumento utile alla ricerca di un equilibrio interiore (“Night Paths”, “Single Coil”, “One Summer”, quest’ultimo il piu dilatato e arioso).

Se l'ambient deve, come insegna il maestro Brian Eno, descrivere paesaggi o sensazioni, i percorsi notturni di Bolton sembrano essere molto lontani dall'oscurità della notte, ma mostrare più facce, rivolte sempre alla ricerca della quiete. 

(15/11/2017)



  • Tracklist
  1. Yesterday's Clouds
  2. A Garden, Lost
  3. Night Paths
  4. Parasols
  5. Glint
  6. One Summer
  7. Single Coil


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