Se l'è vista brutta Marc Almond. Un incidente stradale, tre anni or sono, quasi si portò via una delle più belle voci di sempre del pop britannico. Ma lui qualche mese dopo era già in giro per club coi suoi dj set, e poi di nuovo sul palco a tessere la tela delle sue svariate collaborazioni. Il risultato di questo periodo a dir poco travagliato è un album di cover (ad eccezione di "Redeem Me" che porta la sua firma), in cui il nostro passa in rassegna con piglio da crooner e arrangiamenti orchestrali retrò alcune delle sue innumerevoli infatuazioni: da Dusty Springfield di "I Close My Eyes And Count To Ten", a Charles Aznavour di "I Have Lived".
A timbrare l'operazione non fa difetto il gusto, né l'indiscusso talento vocale, e purtroppo nemmeno alcuni passaggi sopra le righe (la sinatriana "Strangers In The Night" ce la si poteva francamente risparmiare), né l'immancabile flirt con Antony Hegarty, che ha ormai fatto del duetto una sua ragione di vita. Disco senza particolare infamia, anzi incline ad ascolti disimpegnati, e con la lode dovuta a un gradito ritorno.
08/11/2007
Il secondo viaggio dell'ex-Soft Cell nel mondo del pop russo del secolo scorso
Ristampa per collezionisti dell'album del 2001 prodotto da Jóhann Jóhannsson
Dopo molti anni l'ex-Soft Cell pubblica un album di brani scritti di proprio pugno
La torbida passionalità di Almond e l'algida precisione dei synth in una magica alchimia
"Un esaurimento nervoso su vinile": i dolori del giovane Almond in un ambizioso e affascinante doppio album
Il viaggio nostalgico del musicista inglese nel canzoniere pop degli anni 60 e 70
L'atteso ritorno della popstar inglese dopo la fine definitiva dei Soft Cell
Secondo lavoro per il cantautore danese, tra chitarre intense e sensibilità pop
Il ricamo sonoro della memoria tra ambizione prog e geometrie pop-rock
Il ritorno a New York si traduce in un lavoro ispirato, dal fascino sofisticato e sottile
Registrazioni perdute riaffiorano dagli archivi di una delle band più selvagge del punk’n’roll
Con humour la cantautrice australiana realizza uno dei dischi folk(-rock) più allucinati dell'anno
Coerente con il Capitolo 1, il Reverendo torna in scena con una nuova prova che conferma la ritrovata vitalità
Il country-rock esistenziale del frontman dei Killers interpreta la grande epopea americana alla ricerca delle proprie radici
J, Lou e Murph raggiungono quota tredici dischi con la consueta spesieratezza e l'immancabile rumore