Nella lunga carriera solista di Cesare Basile mancavano solo 3 cose: un disco dal vivo, un Dvd, una copertina che lo ritraesse.
Con ogni probabilità Basile ha finalmente scelto di essere ritratto in copertina perché il disco dal vivo è, solitamente, quello che meglio descrive l’artista. Purtroppo, in questo caso, non è così: ogni concerto di Cesare Basile in programma riserva sorprese; si può trovare il cantautore sul palco in completa solitudine, con la fida formazione o con la compagnia di un violoncello. Brani ri-arrangiati, cover o inediti. “14 06 2006”, registrato a La Casa 139 di Milano, invece, non riserva sorprese: Basile si fa accompagnare dal gruppo al completo e ripropone, con l’eccezione della sola “La Suonatrice di Hammond”, brani degli ultimi due dischi, tralasciando canzoni più datate, come “Bevi, Stai Su” o “Come Neve sui Teneri”, alle quali il suo pubblico rimane sempre più affezionato. Insomma, Basile deve mettersi in testa che i suoi concerti dovrebbero durare tre ore.
Splendide le versioni di “Pietra Bianca” e “Hellequin Song”, ma gli altri brani vengono poco rimaneggiati e rimangono piuttosto fedeli alla versione in studio.
Una riflessione che proprio non può essere tralasciata riguarda la registrazione in sé: il risultato è veramente pessimo, ai limiti del fastidio: nel tentativo di far risaltare la voce salda ed espressiva, il resto degli strumenti ha un suono piatto e compresso.
Posso capire che La Casa 139 voglia, a ragione, pubblicare tutti i fantastici concerti che ospita, ma, se i risultati sono questi, è decisamente il caso di aggiustare il tiro.
Ottima la scelta di allegare il Dvd. Il concerto è ripreso molto bene, anche se purtroppo lo schermo non riesce a trasmettere fedelmente quel fiume di dense emozioni che ti travolge durante un concerto del Nostro.
Insomma, un disco per avere una visione generale di come suona un grande cantautore in questi anni e per fan sfegatati, che probabilmente l’ascolteranno poco.
A chi vuole avvicinarsi seriamente al lavoro di Basile, invece, consiglio i dischi in studio.
Un grande, enorme peccato. Un’occasione sprecata.
06/06/2007
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