Funk e desert blues: queste le principali coordinate del progetto nato dall’incontro fra Aldo Betto (chitarre, sound design), Blake Franchetto (basso) e Youssef Ait Bouazza (batteria, voce), avvenuto a Bologna nel 2015, che ha fruttato finora sei album sempre più apprezzati da pubblico e critica. “Behind The Eyes” giunge a quattro anni dal precedente “Ghibli”, un periodo durante il quale la band ha comunque pubblicato un Ep, un disco di remix e ha suonato moltissimo, sia in Italia che oltre confine.
Forti di un’identità artistica ormai definita e riconoscibile, i Savana Funk inseriscono oggi nel proprio bouquet sonoro sfumature più introspettive, meditative, pur mantenendo intatto il mix di groove e melodia che riunisce sotto il medesimo tetto afrobeat, funk, blues, psych-rock, accostando in maniera del tutto personale le dune del deserto e i vicoli delle periferie di qualsiasi metropoli multiculturale. Un sound mutevole, influenzato dal mondo tuareg, con dentro sentori di Tinariwen e di molte avventure firmate Adriano Viterbini. Un lavoro che vive di contrasti, che sa di sabbia e asfalto: la polvere dell’Africa e le esplorazioni del jazz moderno, la spigolosità del rock e la fluidità della world music.
Per gran parte strumentale, “Behind The Eyes” ospita anche tre brani cantati, in francese e arabo, tanto per conferire un’ulteriore dose di esotismo, fra banlieu e indimenticabili tramonti color arancio. Un viaggio musicale durante il quale scorrono viste sub-sahariane, rimandi all’immaginario western, rifrazioni lounge e funky dal sapore vintage. Produzione artistica e mixaggio sono affidati a Tommaso Colliva, elemento che rinsalda una sorta di prossimità con i Calibro 35, pur con tutte le differenze stilistiche del caso.
21/05/2026