Saba Alizadeh, nato a Teheran e figlio del virtuoso di tar e setar Hossein Alizadeh, si è imposto come uno dei maestri contemporanei del kamancheh, il violino persiano a punta dal timbro più morbido rispetto al corrispettivo europeo: la cassa sferica genera una risonanza omogenea e un attacco vocalico e ondulato. Su Karlrecords ha trovato lo spazio per connettere la tradizione classica iraniana alla sperimentazione drone e minimalista.
“Rituals Of The Last Dawn” è un album meditativo e ritualistico in cui passato e presente dialogano tra il kamancheh di Alizadeh e gli esperimenti elettroacustici di Pietro Caramelli e Liew Niyomkarn, presenti ciascuno su una delle due composizioni. A un’esecuzione espressiva si sposa una ricerca sonora di scuola occidentale, che emerge in lunghi bordoni e sintesi granulare, mentre il kamancheh sussurra melodie con delicatezza e pathos, entrambe sospese nell’impermanenza di uno stesso alone, tra contemplazione e tensione.
Il bilanciamento non è mai del tutto risolto. La componente elettronica a volte perde il fuoco, come se si fosse distratta; a tenerla in piedi è quasi sempre il violino. “First Ritual” pone lo strumento in primo piano con uno sfondo ornamentale, ma la sua seconda metà si inceppa su un ostinato di basso sintetico che risulta scollegato e perde presto direzione. “Last Ritual” prova una strada diversa: Niyomkarn e Alizadeh si inseguono, offrendo spunti interessanti di dialogo e intesa, anche se con meno lirismo. In un equilibrio complesso da raggiungere, l’opera riesce comunque a creare atmosfera.
17/05/2026